Redazione

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Dal 20 febbraio le truppe dell'esercito siriano fedele ad Assad hanno riconquistato una ventina di villaggi nella provincia di Aleppo, sottraendoli ai miliziani del sedicente Stato islamico: la bandiera nera dei miliziani islamisti ha smesso si sventolare a Treikiye, Al Zalane, Balat e Tel Alam, tutti nei pressi della centrale termica situata a 30 chilometri a est della città.

Secondo l'Osservatotrio siriano per i Diritti umani sono almeno 50 i jihadisti dell'Isis uccisi nei combattimenti per la riconquista della provincia alla frontiera con la Turchia, dove le truppe di Damasco sono aiutate dai bombardamenti dell'aviazione russa,  impegnata nel sostegno dell'offensiva lealista.

Da ieri sono in corso intensi scontri armati tra Isis e forze governative siriane anche l'unica via di comunicazione tra Aleppo e le zone sotto controllo del governo nel resto del Paese, dove l'Isis avrebbe preso il controllo di tre località. 

Secondo fonti locali, l'Isis ha sferrato un attacco lungo la strada Ithriya-Khanaser, a sud-est di Aleppo, tentando di prendere il controllo del villaggio di Rasm an Nafal. In un comunicato diffuso sugli account dell'Isis, il gruppo jihadista afferma che "con l'aiuto di Dio i soldati del Califfato sono riusciti a interrompere i collegamenti tra Aleppo e il suo hinterland" sud-orientale. (ANSA/AGI)

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