Esteri

Siria, il governo di Assad stermina la popolazione civile

In un documento Onu l’uccisione di prigionieri, le torture, la scomparsa di migliaia di cittadini. Crimini contro l’umanità anche da parte dell’Isis

Siria

Luigi Gavazzi

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Fa rumore il report della commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla violazione dei diritti umani in Siria, pubblicato oggi.

Secondo il documento, i detenuti nelle mani del governo siriano muoiono in grande quantità, configurando una politica di sterminio della popolazione civile, a tutti gli effetti un crimine contro l’umanità.

La commissione Onu chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di imporre sanzioni contro i responsabili e i complici -militari e civili nell’apparato governativo di Damasco- delle uccisioni, delle torture e della scomparsa di prigionieri.

Il documento non rivela però esplicitamente i nomi anche se da più parti di sostiene che nella sede Onu di Ginevra sia già depositato l’elenco dei criminali di guerra siriani di entrambe le parti del conflitto.

Oltre all’apparato repressivo del governo di Bashar al-Assad il rapporto Onu chiama infatti in causa anche due gruppi jihadisti sunniti: il Fronte al-Nusra -considerato l’ala siriana di al Qaeda- e lo Stato Islamico (Isis), responsabili di uccisioni e torture di massa dei prigionieri, azioni anche in questo caso classificabili come crimini di guerra.

Arresti di massa e uccisioni di civili da parte dell’apparato statale siriano, in parte anche attraverso la deliberata mancanza di cure delle ferite o delle malattie contratte, o attraverso la deliberata privazione di cibo, vengono documentati nel rapporto.

Pratiche delle quali sono a conoscenza gli alti gradi dell’esercito e della polizia militare, e i responsabili civili di governo a capo dei dipartimenti che controllano le carceri. A tutti sono note anche le fosse comuni dove vengono sepolte le vittime di questi crimini contro l’umanità.

Tutti i responsabili, individualmente identificabili, dovrebbero essere deferiti davanti all’accusa del tribunale penale internazionale dell’Aja.

Già oggi si è levata forte la voce di Angela Merkel che durante la visita in Turchia ha ribadito lo shock provocato dalle sofferenze alla popolazione civile siriana, causate dai bombardamenti aerei e gli attacchi da parte della Russia
Il cancelliere ha anche ricordato come la Germania e la Turchia intendano fare pressioni sull’Onu per chiedere il rispetto della risoluzione di dicembre 2015 che invitava e parti coinvolte nel conflitto in Siria a interrompere immediatamente qualsiasi attacco nei confronti della popolazione civile.

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