Redazione

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27 novembre

h.16.00

Ecco la dichiarazione di Erdogan, che ha elencato tutte le sue accuse nei confronti di Mosca: "Supportare il regime di Assad in Siria, che ha ucciso 380 mila persone, significa giocare col, fuoco. Colpire gruppi di opposizione che hanno una legittimazione internazionale con la scusa di combattere contro l'Isis significa giocare col fuoco. Usare un incidente in cui la ragione della Turchia e' accettata dal mondo intero come scusa per tormentare i nostri cittadini che erano in Russia significa giocare col fuoco. Colpire irresponsabilmente camion che sono nella regione per ragioni commerciali o umanitarie significa giocare col fuoco".

h.15.10

Il Cremlino non risponde a Erdogan, perché non vede volontà da parte di Ankara di chiedere scusa per l'abbattimento del Su-24. Questa la dichiaraziobne del consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, e ha aggiunto che il Cremlino ha ricevuto una richiesta ufficiale da parte del presidente turco per incontrare Vladimir Putin.

h.10.56

Ankara ha proposto un incontro tra Putin ed Erdogan a margine della Conferenza Onu sul clima a Parigi il 30 novembre e il presidente russo "e' stato informato" di questa richiesta: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

Lo stesso non ha risposto a un reporter che chiedeva se Putin incontrerà o meno Erdogan a margine della Conferenza Onu. Lo riporta la Tass. "Il presidente è stato informato della richiesta, è l'unica cosa che posso dire", ha ribadito Peskov.

H. 9.17

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non ha chiamato Putin al telefono dopo l'abbattimento di un jet militare russo al confine tra Siria e Turchia: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov smentendo le dichiarazioni di Erdogan secondo cui Putin non avrebbe risposto alle sue telefonate. 


Il punto 

Alle 9.24 del mattino del 24 novembre due caccia F-16 turchi aprono il fuoco al confine con la Siria contro un jet Su-24 russo, accusato di aver violato lo spazio aereo di Ankara.

"È stata una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo. Non possiamo tollerare un crimine del genere. Ci saranno conseguenze tragiche", ha tuonato il presidente russo Vladimir Putin, mentre ancora si cerca di chiarire la sorte dei due piloti, paracadutatisi prima che il jet venisse colpito.

- LEGGI ANCHE: L'aereo russo abbattuto dalla Turchia e il ruolo dei ribelli turcomanni

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25 novembre

Uno dei due piloti russi che si erano eiettati dal caccia russo abbattuto martedì dalla Turchia è stato recuperato dall'esercito siriano e portato in una base russa in loco. È quanto sostiene l'ambasciatore russo in Francia. "Uno (dei due) a bordo si è ferito quando si è paracadutato giù ed è stato ucciso in modo selvaggio a terra dai jihadisti nell'area. L'altro è riuscito a scappare e, secondo le ultime informazioni, è stato raccolto dall'esercito siriano e dovrebbe essere rientrato alla base dell'aeronautica russa", ha riferito l'ambasciatore Alexandre Orlov alla radio Europe 1.

Mosca ha espresso una "protesta risoluta" all'ambasciatore turco a Mosca per l'abbattimento del jet russo. Lo rende noto il ministero degli esteri russo-

Il presidente americano Barack Obama ha espresso al presidente delle Turchia Tayyip Erdogan "il supporto degli Usa e della Nato rispetto al diritto turco di difendere la sua sovranità". Lo riferisce la Casa Bianca, diffondendo il contenuto della colloquio telefonico tra i due leader sul caccia russo abbattuto da Ankara al confine con la Siria. Obama ed Erdogan "condividono l'importanza di ridurre la tensione - rimarca il comunicato della Casa Bianca - e di cercare soluzioni per assicurare che simili incidenti non si verifichino di nuovo".

 

24 novembre

Sfuggiti ai colpi dei caccia turchi, ma non a quelli dei ribelli turcomanni che li hanno visti scendere a terra con il paracadute dopo essersi catapultati all'esterno del loro bombardiere SU-24 in fiamme. Questa la fine dei due piloti russi secondo la versione fornita dal vice-comandante della brigata di turcomanni operante appunto nella zona dell'abbattimento: "Entrambi i piloti sono stati recuperati cadavere, i nostri compagni hanno aperto il fuoco mentre erano in aria uccidendoli", ha affermato Alpaslan Celik, sostenendo di avere come prova un pezzo del paracadute di un pilota.

Per nulla convinto del resoconto si dichiara però il governo di Ankara, che afferma invece di disporre di informazioni secondo cui i due militari sono ancora vivi e di aver inviato alcune forze speciali per cercare di recuperarli.

La crisi diplomatica
Subito dopo l'abbattimento del bombardiere, il governo di Ankara ha affermato che l'aereo aveva violato lo spazio aereo turco e non avevo risposto a ben 10 avvertimenti nell'arco di cinque minuti di volo a quota 6 mila metri. Ma il presidente russo Vladimir Putin ha negato lo sconfinamento e ha condannato fortemente il gesto: "L'abbattimento di un jet militare russo da parte delle forze armate turche è stato un colpo alla schiena, una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo", ha detto incontrando il re di Giordania Abdullah II e ribadendo che il volo non aveva sconfinato. "Avrà conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia".

Il presidente Putin ha aggiunto che il jet russo è stato colpito da un F16 turco con un missile aria aria mentre il velivolo era in territorio siriano, ad 1 km dal confine turco, e conduceva operazioni contro l'Isis a nord di Latakia senza porre minacce ad Ankara. Fino ad ora da Mosca si sosteneva che l'aereo fosse stato abbattuto dalla contraerea.

Immediate le reazioni all'incidente nelle due capitali: Ankara ha convocato l'incaricato d'affari russo e ha ottenuto la convocazione d'urgenza del Consiglio Nato per questo pomeriggio. Mosca ha risposto convocando a sua volta il capo militare turco, con la Duma che ha accusato Ankara di "aiutare i terroristi".

"Se l'Isis ha questi soldi, che ammontano a decine, centinaia di milioni, forse miliardi di dollari, grazie alla vendita del petrolio, e per di più ha la protezione armata di interi stati allora e' chiaro perche' si comportano in maniera cosi' arrogante e prepotente": lo ha detto Putin incontrando il re di Giordania a Sochi.

La posizione di Ankara

"Non è stata un'azione contro un Paese specifico: i nostri F-16 hanno preso le misure necessarie per difendere la sovranità territoriale della Turchia". Lo ha detto una fonte della sicurezza del governo turco al sito di Hurriyet. "In linea con le regole di ingaggio militari, le autorità turche hanno ripetutamente avvertito un velivolo che si trovava a 15 km o meno dal confine. Il velivolo non ha rispettato gli avvertimenti e ha proseguito a volare fino in Turchia. L'aviazione turca ha risposto abbattendolo", ha spiegato la fonte, ricordando che la Turchia aveva "reso pubbliche le regole d'ingaggio e ricordato alle controparti che ogni violazione dello spazio aereo turco avrebbe portato alle azioni previste" dalle stesse regole.

La lettera turca di condanna all'Onu

Proprio ieri Ankara aveva inviato una lettera ufficiale al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e al segretario generale Ban Ki-moon nella quale condannava i raid aerei di Mosca a ridosso del confine, in particolare quelli condotti con le bombe a grappolo. La lettera - ottenuta dall'ANSA - è stata fatta circolare tra i quindici membri dell'organo Onu. "Questi attacchi, insieme all'offensiva di terra del regime di Bashar al Assad hanno causato enormi perdite tra i civili", si legge nella missiva, in cui si chiede inoltre di "prendere tutte le misure necessarie senza ulteriore ritardo per prevenire gli attacchi ai civili". "Queste azioni non possono essere giustificate con il pretesto di combattere il terrorismo - afferma ancora - visto che l'area è libera da gruppi come Isis e Al Nusra".

La visita prevista per domani

Per domani era in programma una visita distensiva a Istanbul del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che ora rischia di saltare. I due piloti del bombardiere russo a bassa quota sono riusciti ad eiettarsi in territorio siriano prima dello schianto del velivolo. Uno dei due sarebbe morto, probabilmente ucciso dai ribelli che hanno diffuso le immagini del cadavere, mentre per salvare l'altro sono in corso ricerche degli elicotteri russi.

Il Sukhoi-24 è stato colpito nella zona montuosa di Jabal Turkman, a nord di Latakia. Ankara sostiene che il velivolo era entrato nel suo spazio aereo nella provincia sud-orientale di Hatay, nella zona di Yayladag, e non ha cambiato rotta nonostante gli fossero stati inviati 10 avvertimenti nel giro di cinque minuti. A inizio ottobre, Ankara aveva gia' denunciato sconfinamenti dei caccia russi e incontri ravvicinati con i jet turchi (13 in una settimana), minacciando di abbattere i velivoli in caso di nuove violazioni del suo spazio aereo. Sempre a ottobre i caccia turchi avevano abbattuto un drone russo al confine, anche se Mosca ha negato fosse suo.

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