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Siria: Asma al-Assad, la Rosa del deserto diventata First lady del diavolo

Un tempo apprezzata in Occidente per il suo stile glamour, ora è accusata di essere complice di un assassino. Moglie fedele o attaccata al potere?

Syrian president Bashar al-Assad's wife

Simona Santoni

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Chiamata la Lady Diana di Siria, per il suo stile raffinato e curato, raggio di luce e speranza di modernità nel mondo arabo, oggi Asma al-Assad è ritenuta la "First lady del diavolo", complice del dittatore, come lui rapita dalla brama di potere a qualsiasi prezzo. 

Mentre la guerra civile da sette anni miete morte e distruzione in Siria, Asma ha deciso di rimanere accanto al marito, il presidente Bashar al-Assad. Moglie leale, ma anche spalla di un uomo che pur di non perdere il suo scettro sgancia bombe - anche con contenuto chimico - contro il suo popolo. 

Ecco il ritratto di questa donna bella, che si è fidanzata con un oculista dalla famiglia presidenziale, ha sposato un futuro capo di Stato e ora si trova accanto un assassino.

Come ha conosciuto Bashar al-Assad

Nata l'11 agosto 1975 a Londra, Asma Akhras è cresciuta ad Acton, nella zona ovest della capitale inglese. È figlia di un  cardiologo siriano-britannico e di una diplomatica siriana, entrambi musulmani sunniti di Homs, la città situata vicino alla base governativa bombardata il 9 aprile 2018.

Asma ha frequentato la Twyford Church of England High School. Ritenuta una ragazza studiosa, simpatica e amichevole, ha studiato francese e informatica al King's College di Londra. È entrata nel settore bancario e ha lavorato come analista economica alla Deutsche Bank e alla JP Morgan a Londra e a New York. Parla correntemente francese, spagnolo, arabo e inglese.

Ha incontrato suo marito mentre Bashar al-Assad stava facendo pratica da oculista a Londra. All'epoca lui non aveva ancora scritto nel futuro la leadership di Siria. Quando però è morto il fratello erede al trono designato, Bashar al-Assad è dovuto tornare in patria per essere addestrato da presidente. Asma e Bashar si sono sposati il 13 dicembre del 2000. Bashar era diventato nuova guida della Siria da quasi cinque mesi, il 17 luglio del 2000. Lei aveva 25 anni, lui 35.

La coppia ha tre figli.

I primi anni da first lady

Nei suoi primi anni da moglie del presidente, Asma ha attirato le attenzioni dell'Occidente. È stata amata e apprezzata per aver portato un tocco glamour in Siria. Bella, vestita con stile elegante alla occidentale, sorriso leggiadro, si è adoperata per cucirsi addosso il soprannome di "Rosa del deserto" datole dalla rivista Vogue, first lady attenta alla sua gente, la "più fresca e magnetica delle first lady".

Ha tenuto un profilo pubblico alto, attenta a farsi vedere ad eventi diplomatici, caritatevoli, culturali, visite di Stato. Ha promosso l'educazione femminile, la diffusione di libri tra i bambini e lo sviluppo delle aree rurali. 

Il lusso come priorità anche in guerra

Con lo scoppio della guerra civile, l'immagine di Asma è crollata. Nel 2012 WikiLeaks ha rivelato migliaia di e-mail provenienti dal suo ufficio che rivelano una first lady preoccupata più che altro a mantenere il suo livello di lusso e intenta a fare shopping mentre le bombe cadevano sulla popolazione siriana. 

Mentre la distruzione imperversava, Asma ha speso una fortuna per comprare oltre 130 oggetti d'arredo per oltre 280 mila euro, ha comprato un paio di scarpe con i tacchi tempestati di cristalli da oltre 5 mila euro, e si è fatta mandare tutto a Dubai per aggirare le sanzioni internazionali.   

L'intervista del 2016

Asma al-Assad rilascia raramente interviste ma, dopo che su di lei ha gravato la condanna internazionale per le atrocità in corso in Siria, nell'ottobre 2016 si è mostrata al canale televisivo all-news russo Russia 24, parlando in inglese.

Ha elogiato suo marito Assad descrivendolo come un "uomo molto generoso" che prende il suo ruolo di padre "molto, molto seriamente". 

Ha criticato l'Occidente per quello che ha definito un doppio standard nel ritrarre la guerra, con una copertura mediatica diversa delle vittime più piccole a seconda della lealtà dei loro genitori al governo siriano. Ha raccontato che in quanto first lady ha organizzato l'assistenza degli sfollati, dei soldati feriti dell'esercito siriano e delle famiglie dei "martiri" morti in guerra.

Asma ha anche rivelato che, in quanto in possesso della cittadinanza britannica, le è stata offerta l'opportunità di lasciare la Siria, ma non ha mai pensato di farlo. "Sono stata qui sin dall'inizio e non ho mai pensato di essere da nessun'altra parte", ha detto. L'offerta includeva garanzie di sicurezza e protezione per i figli e pure sicurezza finanziaria. 

Nell'intervista Asma ha anche denunciato le sanzioni imposte alla Siria dai Paesi occidentali, sostenendo che vanno a ledere i cittadini comuni.

La realtà alternativa della first lady su Instagram

Su Instagram la first lady continua a sostenere a tutt'oggi la sua verità. Eccola sorridente ad abbracciare soldatesse siriane, a scambiare teneri sorrisi con novelle puerpere, intenta alla lettura accanto a bambini siriani. Una realtà alternativa che stride rumorosamente con le foto di civili esanimi e corpi straziati, tra macerie e città sventrate, nel Ghouta orientale come a Idlib. 

Il 4 aprile 2017, lo stesso giorno in cui suo marito avrebbe sganciato gas sarin sui civili a Khan Sheikhoun, Asma ha pubblicato una foto che la ritraeva con un vestito chic a pois, sorridente e con sguardo profondo. Anche in questi giorni in cui su Assad pesa il sospetto di un nuovo atroce attacco chimico, sul profilo di Asma campeggiano foto e video con sorrisi ed eventi lieti.

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