Sentenza storica: 103 anni di carcere allo stupratore ultra-ortodosso

La Corte Suprema di New York condanna a più di un secolo di galera un ebreo membro di una setta che ha abusato di una minorenne per più di tre anni

Rabbi Nechemya Weberman della setta ultra-ortodossa Satmar all'uscita del tribunale di New York durante il processo a suo carico per abusi sessuali su una minorenne (Credits: Web/DNAinfo.com)

Anna Mazzone

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103 anni per abuso sessuale. E' una condanna esemplare quella comminata a Nechemnya Weberman, un ultraortodosso di 54 anni che ha ripetutamente usato violenza su una bambina da quando aveva 12 anni. Oggi lei ne ha 18 e non ha avuto alcuna paura di raccontare alla Corte di New York la sua tragica esperienza, scoppiando ripetutamente in lacrime.

La comunità di ebrei ultra-ortodossi di Brooklyn è prfondamente scossa. Uno dei loro membri, un sedicente terapeuta che poi si è scoperto non avere alcuna licenza per svolgere l'attività di psicologo, sarà rinchiuso in cella a vita, anzi di più. Tre anni e un secolo di condanna per un crimine orribile, quello dell'abuso sessuale.

Lui, Nechemya Weberman, volto impassibile sotto la "divisa" della setta ultraortodossa Satmar della quale è membro, si è sempre professato innocente, ma le prove raccolte contro di lui e la testimonianza della sua giovane vittima lo hanno inchiodato alle sue responsabilità.

"Il messaggio che arriva a tutte le vittime di abusi sessuali è che le tue lacrime sono state ascoltate e giustizia sarà fatta". Queste le parole del giudice John G. Ingram della Corte Suprema di Giustizia di New York poco prima di legegre la sentenza. E questo è anche il messaggio principale che mira a infondere coraggio alle vittime di violenze sessuali che, soprattutto nelle comunità ultra-ortodosse chiuse verso l'esterno, tendono a rimanere soffocate.

Weberman è stato riconosciuto colpevole di 59 capi d'accusa per reati di natura sessuale. Durante le pseudo-sedute di terapia ha costretto la sua vittima a guardare video pornografici prima di abusare di lei. Il tutto con la scusa di voler far diventare la ragazza "più religiosa". Una violenza con motivazione "etica", insomma, alla quale ovviamente la corte newyorchese non ha creduto.  Le sedute di Weberman con la ragazza sono andate avanti per circa tre anni. Poi lei ha avuto il coraggio di denunciare il suo aguzzino.

Ora per lui si apriranno le porte del carcere a vita. La sua vittima ha già la vita completamente segnata, ma il suo gesto e la storica sentenza della Corte Suprema adesso danno più coraggio a tutte quelle ragazze vittime di abusi sessuali che finora, per paura, sono rimaste senza voce.

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