L'Olanda "nazista e fascista" pagherà "un prezzo" per il suo comportamento "vergognoso". Continua l'escalation di tensione tra la Turchia e il governo olandese.

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in vista del voto sul presidenzialismo del 16 marzo, getta benzina sul fuoco chiedendo alla comunità internazionale di "alzare la voce" e imporre sanzioni contro l'Olanda. L'Aja risponde con il premier Mark Rutte, a soli tre giorni dalle elezioni politiche, che ha accusato Ankara di aver minacciato il suo governo e quindi di aver agito di conseguenza impedendo a due ministri turchi di svolgere comizi a Rotterdam.

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Nell'ennesima giornata di scambi al veleno tra i due alleati Nato, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu è approdato a Metz, in Francia, dove è stato accolto da centinaia di sostenitori al grido di "Allah Akbar", mentre sul consolato olandese di Istanbul è spuntata la bandiera di Ankara.

Cosa è accaduto
La giornata di sabato 11 marzo era finita con centinaia di turchi che protestavano nei pressi del consolato a Rotterdam contro i respingimenti di Cavusoglu e della ministra della famiglia Fatma Betuel Sayan Kaya e altrettanti nelle piazze di Ankara e Istanbul, tanto che le autorità turche avevano chiuse "per ragioni di sicurezza" le sedi diplomatiche olandesi. E si è aperta con Erdogan che ha reiterato accuse e minacce contro l'Olanda, alzando la posta.

Le minacce turche
Le scuse dell'Olanda "non basteranno", è il messaggio di Ankara che ha minacciato di prendere misure e invitato la comunità internazionale a fare altrettanto imponendo "sanzioni" contro il governo dell'Aja.

Il premier olandese Rutte, costretto in questi ultimi giorni di campagna elettorale a parare i colpi del leader islamofobo Geert Wilders, ha continuato a difendere la scelta di impedire i comizi dei ministri turchi in territorio olandese e il sindaco di Rotterdam ha respinto al mittente le accuse di Erdogan ricordando al presidente turco che la città è stata "distrutta dai bombardamenti nazisti" durante la seconda guerra mondiale.

Accuse ribadite oggi anche dal ministro degli Esteri Cavusoglu che nel suo comizio in Francia ha definito l'Olanda "capitale del fascismo". Mentre il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault ha invitato i due paesi ad abbassare i toni e le autorità di Ankara ad evitare "eccessi e provocazioni", la Danimarca si schiera a fianco dei suoi vicini.

Il premier danese Lars Lokke Rasmussen ha chiesto al collega turco Binali Yildrim di posticipare la visita a Copenhagen prevista a fine marzo per via degli "attacchi" della Turchia alla Olanda.

La bandiera turca sull'ambasciata olandese
Intanto, un uomo è riuscito a salire sul tetto del consolato olandese ad Istanbul e ad issare la bandiera di Ankara dopo aver ammainato quella dei Paesi Bassi al grido di "Allah Akbar", mentre la polizia olandese ha arrestato 12 dei manifestanti accusati di aver lanciato sassi e bottiglie contro le forze dell'ordine. Ma non sarebbero soltanto manifestanti "violenti" ad essere stati arrestati dagli agenti olandesi.

La ministra per la Famiglia, rientrata in Turchia, ha denunciato l'arresto a Rotterdam dell'incaricato d'affari e di cinque membri del suo staff, e che i giornalisti sono stati attaccati da cani e cavalli della polizia. (ANSA)

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