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"Sono contento che sia finita, non ne potevo più": queste le prime parole pronunciate da Salah Abdeslam, catturato venerdì scorso a Molenbeek. Secondo quanto riferisce il giornale fiammingo Het Nieuwsblad, il terrorista islamico avrebbe prima tentato la fuga dal retro ma, visto l'impressionante schieramento di forze, si sarebbe precipitato fuori dalla porta principale, finendo colpito alla gamba da un poliziotto.

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(Questo post è stato in origine pubblicato il 21 marzo 2016)

Il punto sulle indagini

"Non possiamo ancora dire se Salah collaborerà o meno: non possiamo ancora esprimerci sulle sue dichiarazioni" ha detto il Procuratore belga Frederic Van Leeuw, che conduce le indagini dopo l'arresto dell'attentatore di Parigi.

Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la filiera jihadista. Il procuratore di Parigi, Francois Molins, è in visita a Bruxelles per coordinare con i colleghi della procura federale belga le indagini. Stamattina, la procura ha annunciato un nuovo passo avanti delle indagini, l'identificazione di uno dei complici dei terroristi di Parigi, conosciuto finora sotto la falsa identità di Soufiane Kayal e ricercato dal 4 dicembre. Si tratta in realtà di Najim Laachraoui, 25enne partito per la Siria nel febbraio di 3 anni fa: a suo nome era affittata una casa perquisita in Vallonia lo scorso 26 novembre e utilizzata come base logistica per gli attentati la sera del 13 novembre. A questo sviluppo si è giunti dopo l'arresto e il ferimento, venerdì scorso a Molenbeek, dopo una fuga durata oltre 4 mesi, di Salah Abdeslam, l'unico degli esecutori materiali delle stragi di Parigi ancora vivo.

Le polemiche con la Francia

Negli ultimi 3 giorni, le informazioni che riguardano le indagini ancora in corso si sono alternate alle polemiche che continuano a opporre Francia e Belgio. In particolare, il blitz di venerdì pomeriggio è stato anticipato rispetto al programma iniziale in seguito a una fuga di notizie sulla stampa francese. La polizia belga ha duramente criticato la scelta del settimanale Obs di pubblicare la notizia sulle impronte digitali di Salah trovate nel corso della perquisizione dell'appartamento di Forest, un altro quartiere di Bruxelles, avvenuta tre giorni prima. Molto vicino alla cantina di Molenbeek in cui si nascondeva Abdeslam si trova infatti una scuola elementare, e per ragioni di sicurezza la polizia avrebbe voluto evitare di intervenire durante l'orario delle lezioni. Per questo il blitz era stato programmato per la mattina successiva, un sabato.

La fuga di notizie

Oggi il settimanale francese ha pubblicato un comunicato in cui si giustifica, sottolineando che non diffondere la notizia avrebbe esposto Obs all'accusa di complicità nel caso di un nuovo attentato. Circola infatti negli ambienti investigativi l'indiscrezione che Salah stesse programmando un nuovo attacco, questa volta a Bruxelles. Un'altra polemica riguarda le dichiarazioni dello stesso procuratore francese, su quanto avrebbe ammesso lo stesso Salah dopo l'arresto, ovvero che avrebbe dovuto farsi esplodere allo Stade de France prima di cambiare idea. L'avvocato del terrorista, Sven Mary, ha denunciato il magistrato francese e ha preannunciato che il suo assistito si opporrà all'estradizione. A quanto pare, però, questo potrà servire solo ad allungarne i tempi. Intanto, sempre oggi pomeriggio a Parigi il presidente francese Francois Hollande riceve all'Eliseo i parenti delle vittime del 13 novembre.



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