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Russiagate, la Commissione Intelligence della Camera: "Nessun vantaggio a Trump"

In un dossier di 150 pagine, l'ala repubblicana smentisce il nodo cruciale dell'inchiesta del procuratore Mueller

Donald-trump

Luciano Lombardi

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E così la Russia non ha influenzato la campagna elettorale delle presidenziali Usa 2016. O meglio, ammesso che lo abbia fatto, non ci sono elementi che provano tale collusione. È questa la conclusione con la quale la Commissione Intelligence della Camera - organismo a maggioranza repubblicana - chiude la sua inchiesta sul Russiagate.

La notizia ha la sua rilevanza, considerando che, invece, sul suo fronte non politico, l'indagine del procuratore speciale Robert Mueller procede e si allarga di giorno in giorno.

Le prove mancanti

Nella relazione finale di oltre 150 pagine della Commissione parlamentare si legge che, esattamente come sostiene l'intelligence Usa, la Russia ha sì interferito nelle presidenziali ma non è possibile provare che le azioni compiute da Mosca abbiano favorito (o cercato di favorire) Trump e creato uno svantaggio alla sua avversaria, Hillary Clinton.

Tra i 73 testimoni interpellati ci sono anche Jared Kushner e Steve Bannon.

Secondo il New York Times, che assieme al Washington Post ha seguito e analizzato la vicenda, l'inchiesta dei repubblicani non tiene conto di un bel numero degli aspetti toccati nell'indagine di Mueller, soprattutto gli ultimi sviluppi.

Resta ora da vedere quale sarà la reazione dei membri democratici della Commissione e non è escluso che questi possano produrre un contro-dossier.

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