Esteri

Russia-Ucraina: la possibile soluzione di pace

Merkel e Hollande avrebbero quasi raggiunto un'intesa con Putin e Poroshenko. Incontro a 4 l'11 febbraio. E John Kerry assicura: "Usa e Ue uniti"

UKRAINA-RUSSIA-CRISI

UPDATE: la situazione sul fronte russo-ucraino è in evoluzione. Dopo gli incontri tra il segretario di Stato americano John Kerry in Ucraina con Petro Poroshenko e i due incontri di Angela Merkel e Francois Hollande in Ucraina e poi in Russia da Putin, il presidente russo, quello ucraino, il cancelliere tedesco e il presidente francese si incontreranno mercoledì 11 febbraio a Minsk a condizione, ha dichirato Putin all'agenzia Tass, che "entro quel giorno si riuscirà a concordare su certe posizioni".

La decisione è stata presa al termine di una conference call tra i 4 capi di stato protagonisti del tentativo di pace sul fronte russo-ucraino. Sul fronte americano, invece, John Kerry ha ribadito che Usa e Europa stanno lavorando insieme. "Siamo tutti d'accordo che non si debba uscirne con la forza militare. Le nostre diplomazie sono unite. Non c'è nessun disaccordo anche se qualcuno vuole farlo credere". Di certo Merkel e Hollande si sono presentati al tavolo delle trattative senza neanche parlare di armi e intervento militare e sicuri di voler procedere verso un accordo pacifico, al contrario di quanto fatto da Washington che ha ammesso da subito di poter intervenire in 48 ore alla bisogna. Dunque, la tensione tra i due fronti (Usa e Europa) c'è stata. Si è probabilmente risolta in poco tempo. Ma ve la raccontiamo con questo articolo di Lookout News.

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di LookOut News

Quando il 5 febbraio John Kerry è atterrato a Kiev, era sicuro di avere dalla sua parte i vertici dell’Europa nella sfida con Mosca sulla crisi ucraina. A 24 ore di distanza il segretario di Stato americano dovrà rivedere quelle certezze. Con l’incontro in programma a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin, Parigi e Berlino di fatto hanno rotto l’asse che in questi mesi li ha sempre tenuti uniti a Washington.

 

"Insieme ad Angela Merkel abbiamo deciso di intraprendere una nuova iniziativa", ha affermato in una conferenza stampa tenuta il 5 febbraio sera il presidente francese Hollande nel dare la notizia del blitz al Cremlino. Anche se, secondo il settimanale francese Le Nouvel Observateur, la decisione era già stata presa da martedì 3 febbraio ed era stata preceduta da una serie di colloqui segreti tenuti tra i funzionari di Francia, Germania e Russia.
 

PER APPROFONDIRE: Ma la Mogherini dov'è?


L’incontro definito “storico” dalla stampa russa (per la Merkel si tratta del primo viaggio a Mosca dall’inizio delle ostilità nell’est dell’Ucraina nell’aprile del 2014) potrebbe adesso portare a un accordo su un piano di pace che sostanzialmente ricalcherebbe la soluzione proposta da Putin a metà gennaio per porre fine alla guerra nel Donbass. L’intesa sarebbe stata già raggiunta su due punti: il riconoscimento di una maggiore autonomia alle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk e il rispetto del diritto per le popolazioni dell’est dell’Ucraina di utilizzare la lingua russa nei settori dell’amministrazione e dell’istruzione.

Sul tavolo ci sarebbe anche la richiesta di concedere alle Repubbliche autoproclamate del Donbass circa 1.500 chilometri di territorio ucraino conquistati in questi mesi di guerra dai ribelli filorussi. Ma la notizia, diffusa dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e ripresa da Russia Today, è stata smentita da funzionari tedeschi e dalla Merkel in persona.

In attesa di conoscere gli sviluppi dei colloqui di Mosca, agli Stati Uniti non resta che fare i conti con una spaccatura che potrebbe assumere proporzioni sempre più evidenti già nel breve periodo. Forte dell’annuncio all’insegna dell’interventismo da parte del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, il quale ha comunicato l’operatività di una nuova forza di reazione rapida pronta ad agire in 48 ore in caso di eventi gravi (5mila soldati e 6 centri di comando nell’est dell’Europa), ieri Kerry a Kiev è tornato a parlare della possibilità di inviare aiuti militari “letali” all’esercito ucraino.

Ma alla luce di quanto avvenuto a Mosca, il rischio adesso per Washington è che Parigi e Berlino possano trovare con il Cremlino l’intesa su una soluzione alternativa allo scontro frontale.
 
Gli ultimi sforzi diplomatici hanno quantomeno prodotto l’apertura di un corridoio umanitario nella zona di Debaltseve per permettere l’evacuazione dei civili. Ma saranno i prossimi giorni a dire in modo più chiaro quale direzione intenderà prendere l’Europa.

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