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Russia: il 56% della popolazione ha nostalgia dell'Unione Sovietica

Il dato arriva da un'indagine del Centro demoscopico indipendente Levada, finito peraltro nella lista nera degli "agenti segreti" stilata da Mosca

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Redazione

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Dalle parti di Berlino il fenomeno è già stato osservato da tempo e catalogato con il neologismo tedesco Ostalgie, ovvero la "nostalgia dell'Est". Intendendo con essa il rimpianto (a dispetto di tante storture) di alcuni aspetti della vita nella scomparsa DDR da parte di molti cittadini dell'ex-Germania orientale: una sindrome capace di diffondersi non solo nelle fasce più anziane della popolazione e raccontata con poetica leggerezza nel fortunato film del 2003 "Good Bye, Lenin!".

Una sindrome che ora pare in forte espansione anche nel cuore delle zone che stavano un tempo oltre la "Cortina di ferro": secondo un sondaggio condotto dal Centro demoscopico indipendente Levada, infatti, ben il 56% dei russi rimpiange i tempi dell'Unione Sovietica, dissoltasi giusto 25 anni fa con lo scioglimento formale dell'Urss da parte del Soviet Supremo il 26 dicembre 1991.

I perché di un rimpianto
Posto che solo il 12% degli interpellati sarebbe favorevole a un vero e proprio salto nel passato per tornare all'esatta situazione di allora, il risultato della ricerca va oltre l'omaggio celebrativo all'Impero sovietico a un quarto di secolo dalla sua scomparsa e si inserisce piuttosto nel ben noto contesto del "si stava meglio quando si stava peggio". La prima motivazione addotta dagli interpellati per la nostalgia dell'Urss sta infatti nella distruzione del sistema economico a beneficio di pochi, anche se poi non mancano temi cavalcati per il consenso popolare interno anche dall'attuale presidente russo Vladimir Putin, come ad esempio il fatto che "la gente ha perso il senso di appartenenza a una grande potenza", un diffuso senso "di sfiducia reciproca" e la perdita della sensazione di "sentirsi ovunque a casa".

Un Centro indagine "sotto scomunica"
Tra i dati più interessanti dell'indagine, anche quello che vede il 51% degli interpellati convinto che il crollo dell'Urss sarebbe stato evitabile, tesi peraltro autorevolmente sostenuta dallo stesso Mikhail Gorbaciov, ultimo presidente dell'Unione Sovietica, nel suo libro "Il nuovo muro", con sottotitolo "Un protagonista del Novecento racconta il mondo di oggi e il sistema Putin". Proprio quel "sistema" che - altra curiosità - ha inserito lo scorso ottobre il Centro demoscopico indipendente Levada (nato alla fine degli anni Ottanta come Centro pansovietico di indagine sull’opinione pubblica) nella lista nera degli "agenti segreti", con l'accusa di aver ricevuto 190 mila dollari niente meno che dal Dipartimento della difesa americano via Università del Wisconsin per l'esecuzione di due indagini sociologiche.

La battuta viene allora quasi automatica: escluso che ci sia Putin dietro a quest'indagine sulla nostalgia per l'Urss, potrebbe però esserci lo zampino di Donald Trump per invidia di quei gloriosi "vecchi tempi" che furono di un altro presidente repubblicano dal passato atipico quale Ronald Reagan...

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