Rivoluzione a Pyongyang, via libera ai cellulari per gli stranieri

Il regime nordcoreano autorizza i visitatori a chiamare all'estero, ma non possono contattare Seul

Soldati marciano a Pyongyang per dimostrare fedeltà al leader Kim Jong-Un a un anno dalla morte di Kim Jong Il (Credits: Epa/KCNA)

Anna Mazzone

-

Niente più cellulari in ostaggio a Pyongyang. La Corea del Nord cede al potere della telefonia mobile e apre alle chiamate internazionali fatte dagli stranieri. Una decisione epocale. Fino a questo momento i visitatori del Paese erano obbligati a lasciare i loro telefonini all'aeroporto e potevano riprenderli solo al momento della partenza.

Ma da oggi non sarà più così. Gli stranieri in visita a Pyongyang potranno fare chiamate internazionali utilizzando una sim card di Koryolink, l'operatore locale per la telefonia mobile. Certo, non tutti i Paesi potranno essere chiamati. Via libera alle telefonate verso Usa e Giappone, ma netto divieto a contattare la Corea del Sud.

In più, luce verde anche per le chiamate via cellulare alle ambasciate straniere e agli hotel (non molti per la verità) presenti nella capitale nordcoreana. I visitatori potranno scegliere se affittare un cellulare al loro arrivo per 3 dollari e mezzo al giorno, oppure comprare direttamente una sim card che costa 67 dollari. In ogni caso, però, non saranno abilitati a inviare messaggi di testo o a effettuare telefonate verso i cellulari di cittadini nordcoreani.

La popolazione locale utilizza infatti un network completamente separato da quello dedicato agli stranieri e questo per garantire il controllo del regime sulle informazioni in circolazione all'interno del Paese. Fino a oggi è stato molto difficile riuscire a comunicare all'interno della Corea del Nord e praticamente impossibile farlo verso il suo esterno.

Ma, negli ultimi quattro anni, da quando l'azienda di telecomunicazioni egiziana Orascom ha messo su la prima rete 3G nel paese, anche Pyongyang si è lasciata catturare dal sottile fascino del telefonino.

Un anno fa, a febbraio del 2012, la Orascom ha annunciato di aver venduto circa 1 milione di cellulari, con relative sim. Il costo medio di un apparecchio telefonico va dai 250 ai 300 dollari, e l'offerta include 200 minuti di chiamate al mese e 20 messaggi di testo.

La spesa mensile per un abbonamento è di circa 1 dollaro, ma, se si tiene presente che questa stessa cifra è lo stipendio di un nordcoreano medio, ci si rende conto di quanto ancora il fenomeno della telefonia mobile nel Paese sia una questione per "ricchi" e burocrati. E anche se il mercato nero dei cellulari sembra godere di ottima salute, complessivamente l'utilizzo dei telefonini riguarda il 4% della popolazione nordcoreana.

La maggioranza continua a combattere con problemi più seri che non i messaggini di testo, come la grave crisi alimentare che da anni tiene il paese in ginocchio e che è frutto di folli politiche autocratiche che hanno di fatto chiuso il Paese a qualsiasi contatto commerciale con l'esterno.

In ogni caso, però, la decisione di autorizzare le chiamate internazionali degli stranieri sembra essere un'importante apertura del regime, che probabilmente desidera rimarcare la differenza tra il "vecchio" e il nuovo, ovvero tra il Caro leader Kim Jong Il e il suo successore, il giovane Kim Jong Un, amante di Walt Disney e delle patatine fritte dei fast-food, oltre che dei missili a testata nucleare.

© Riproduzione Riservata

Commenti