Ritratto di Proactiva Open Arms, l'ong sostenuta anche da Marc Gasol

L'Organizzazione no profit che salva i disperati del mare grazie a volontari come il campione mondiale di basket

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Luglio 2018 - Il giocatore di basket spagnolo NBA Marc Gasol durante la missione di salvataggio di una donna effettuata con l'ONG spagnola Proactiva Open Arms nel Mediterraneo – Credits: AFP/Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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La Proactiva Open Arms, l’ong spagnola al centro di un caso internazionale che ha visto coinvolte Italia, Libia e Malta con il soccorso a una donna superstite di un naufragio al largo delle coste libiche (oltre al recupero dei corpi di un'altra donna più un bambino), è un’associazione non governativa, fondata da Òscar Camps, il cui obiettivo è salvare vite in mare grazie all'opera dei volontari. Tra loro c’è anche il cestista catalano, il fuoriclasse dei Memphis Grizzlies in NBA e della nazionale spagnola, Marc Gasol.

L’ong

Creata nel 2014, l’ong Open Arms ha iniziato le sue operazioni di recupero dalla sua base operativa sull'isola di Lesbo, in Grecia, nel 2015. Specializzata in missioni di sorveglianza e salvataggio nel Mar Egeo e nel Mediterraneo centrale, l’ong spagnola lavora con un team formato da un gruppo di psicologi esperti in Disturbi Post Traumatici da Stress (PTSD) che, in situazioni di crisi ed emergenza, supporta anche i volontari operativi in mare a recuperare le persone bisognose a raggiungere la terraferma e a tornare il prima possibile a una stabilità emotiva.

I salvataggi

Da quando è stata fondata, l’Ong ha salvato migliaia di vite. Nel Mediterraneo sono state recuperate 26.764 persone suddivise per le tre navi Astral (14.956), Golfo Azzurro (6.558) e Open Arms (5.160), mentre nello specifico dal 2015 i salvataggi a Lesbo sono stati 32.573. In totale da settembre 2015 a maggio 2018 le persone che sono sopravvissute al mare 59.273 persone.

Le accuse

Nel maggio del 2016, Proactiva assegna una delle sue navi, la Golfo Azzurro, nella zona del Mediterraneo centrale per assistere i migranti che provengono dalla Libia. Due anni dopo quella nave viene posta sotto sequestro a Pozzallo, dove ha portato a buon fine il salvataggio di 218 migranti. Sequestrata con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la Golfo Azzurro però aveva visto iniziare un procedimento penale a proprio carico a maggio 2017, in seguito a presunte incongruenze nel modo in cui erano stati soccorsi gli oltre 220 migranti poi sbarcati a Lampedusa. Nel giugno 2018, i magistrati di Palermo hanno invece archiviato l’indagine sostenendo che “alla luce delle indagini svolte, non si ravvisano elementi concreti che portano a ritenere alcuna connessione tra i soggetti intervenuti nel corso delle operazioni di salvataggio a bordo delle navi delle Ong e i trafficanti operanti sul territorio libico”.

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Il fuoriclasse dei Memphis Grizzlies in Nba, marc Gasol

Marc Gasol

Tra i tanti volontari della ong spagnola c'è il campione del basket mondiale Marc Gasol che, a bordo di una delle navi della Proactiva Open Arms, è stato tra coloro che il 17 luglio 2018 hanno salvato una donna e recuperato i corpi ormai privi di vita di altre due persone, tra cui un bambino. Il desiderio di Gasol di dare una mano concreta ai disperati del mare però è iniziata nel 2015. Padre da pochi anni, era rimasto scioccato dalla foto del piccolo Aylan morto, riverso sulla sabbia. In quel momento la star del NBA ha deciso di fare la sua parte impegnandosi in prima persona al fianco della Ong Open Arms. Grande attivista per i diritti umani, sostiene le persone povere insieme all’ex compagno Zach Randolph, grazie al progetto NBA Cares con cui i giocatori fanno beneficenza in favore di bambini malati o vittime di catastrofi.

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