La sinistra spagnola si fa il lifting

Il Partito socialista, a meno di un anno dalle elezioni del 2015, ha risposto affidandosi a un uomo delle retrovie, Pedro Sánchez. E così ci si ritrova con due leader giovani, colti, efficaci sul web e di bella presenza

Pedro Sanchez – Credits: Getty

Sette cose da sapere su Pedro Sánchez, 42 anni, neo eletto segretario generale del partito socialista spagnolo.

1 I partiti
Pedro Sánchez è stato eletto segretario generale di un partito socialista nel peggior momento della sua storia recente: dopo anni di scandali per corruzione, alle europee hanno ottenuto il 23 per cento dei voti, 6 punti in meno rispetto alle elezioni del 2011. Pablo Iglesias è invece il leader di un partito nuovo, che vuole portare cittadini ordinari in politica e che ha ottenuto 5 seggi a bruxelles sottraendo molti voti ai socialisti.

2 I leader
Il nuovo leader socialista, 42 anni, è professore di economia all’università Camilo José Cela di Madrid. E' soprattutto però un uomo di partito, con esperienza europea e nelle retrovie, molto attento a non allarmare la vecchia guardia che lo sostiene. L’indignato Iglesias, 35 anni, è un attivista, ma anche professore di scienze politiche all’università complutense di Madrid. Sostiene la disobbedienza civile come forma di lotta politica ed è anche volto mediatico, scrittore e presentatore televisivo.

3 Lo stile
Sánchez è il volto nuovo, empatico, del partito socialista spagnolo. Parla in modo semplice e diretto e dice di voler "ribaltare la sinistra per farle vincere le elezioni". Il numero uno di Podemos, che molti ritengono populista e che ironicamente è omonimo del Pablo Iglesias che fondò il partito socialista nel 1879, vuole essere leader di rottura per tutta la Spagna.

4 Le chance di governo
Per candidarsi a diventare premier, Sánchez dovrà vincere un altro giro di primarie (dove potrebbe sfidarlo l’ex ministra della difesa Carme Chacón). E' invece troppo presto per avere un premier di Podemos: il partito continua ad attrarre elettori (ora è dato al 12,7 per cento) ma non può vincere. Se la crescita non si ferma, è probabile che possa entrare in un governo di coalizione.

5 Centro o sinistra?
Sánchez intende riformare il partito per "rivendicare lo spazio politico della sinistra socialista", nella speranza di riconquistare gli elettori che si sono rivolti a Podemos. Tra i suoi modelli di riformismo c’è Matteo Renzi. Iglesias, che è stato criticato per il suo estremismo, dice invece che le soluzioni per il paese non vengono da destra o da sinistra, ma dall’estromissione dell’élite privilegiata.

6 La ricetta economica
Il nuovo segretario socialista vuole destinare una percentuale del pil a politiche per l’impiego, a programmi di ricerca e sviluppo e a esenzioni fiscali per disoccupati, pensionati e poveri. Podemos propone un programma antiausterity in 36 punti. Tra gli altri: non pagare il debito pubblico, nazionalizzare le banche salvate con soldi statali, un salario minimo garantito.

7 Cosa chiedono all'Europa
Anche Sánchez è contro le politiche di austerità imposte dall’unione europea ai paesi come la Spagna, seppure con misure meno drastiche di quelle che vorrebbe adottare Podemos. Iglesias vuole che l’Ue abolisca i paradisi fiscali, riveda i propri trattati commerciali (soprattutto con paesi che violano i diritti umani) e rispetti il diritto di autodeterminazione dei popoli.

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