C'è chi scappa dalla guerra e chi fugge dalla fame. I primi sono profughi e possono chiedere asilo politico, i secondi sono rifugiati ambientali e non hanno questo diritto. La convenzione di Ginevra non glielo riconosce e li equipara ai migranti economici. Però le vittime sono tante e il numero, visti i continui disastri ecologici, non si fermano. Anzi, ad oggi sono 6 milioni le persone colpite da calamità naturali e cambiamenti climatici e che ogni anno lasciano il proprio Paese (40 milioni in totale in tutto il mondo). Cifre sempre più pessimiste stimate dal Christian Aid prevedono circa 1 miliardo di sfollati ambientali nel 2050, i più ottimisti si assestano su 250 milioni. Per il Programma delle Nazioni Unite sull’ambiente (UNEP) nel 2060 solo in Africa ci saranno circa 50 milioni di profughi climatici. Un'emergenza che non va sottovalutata perché è la vera emergenza del secolo.

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Mentre si attende di capire se e quanti danni e vittime ha fatto una scossa molto potente, la più forte registrata dal 1998 nel Corea del Sud, a circa 8km dalla città di Kyonju un dossier dettagliato di Repubblica ha messo in evidenza i numeri forniti dal Centre for research on the epidemiology of disasters secondo i quali negli ultimi 20 anni sono andate distrutte 87 milioni di case. L'ultimo caso quello della Louisiana che durante le alluvioni dell'ultimo mese sono state distrutte 60 mila abitazioni facendo ben 7 milioni di senzatetto.

Anche secondo il rapporto annuale del centro studi norvegese International Displacement Monitoring Centre, i profughi climatici raggiungono cifre altissime e sono più del doppio rispetto ai flussi causati dai conflitti: 8,6 milioni di sfollati interni sarebbero infatti direttamente imputabili alle guerre, 19,2 milioni agli eventi meteorologici, climatici o geologici estremi. Solo negli ultimi 8 anni, i disastri naturali hanno portato alla fuga 203 milioni di persone come se l’intera popolazione del Brasile fose costretta a migrare da un'altra parte.

E se i conflitti riguardato flussi di migranti della zona del Medio Oriente e Nord Africa, gli eventi naturali hanno colpito in primo luogo nazioni del Sud-est asiatico, quali India, Cina e Nepal più di altri. In India due alluvioni hanno causato l’81% dei 3,7 milioni di sfollati nel 2015. Tre tifoni e una alluvione hanno invece provocato il 75% dei 3,6 milioni finiti per strada in Cina. In Nepal, invece, i terremoti di aprile e maggio 2015 hanno ucciso 8.700 persone con 2,6 milioni di sfollati.

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