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Così Renzi scompagina l'Europa

Il Ppe lo accusa di mettere a rischio la Ue. Calenda, un non diplomatico, rappresentante a Bruxelles. Il Financial Times: via Dublino, vittoria di Matteo

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Redazione

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Giornata molto convulsa ieri nelle relazioni fra l'Italia e l'Unione europea.

Lo scontro dei giorni precedenti fra Juncker e Renzi è deflagrato ieri al Parlamento europeo con un attacco senza precedenti di Manfred Weber, il capogruppo del Ppe.

Weber ha accusato il premier italiano di "mettere a repentaglio la forza e la credibilità internazionale dell'Europa".

Matteo Renzi invece ha rilanciato la sfida a Bruxelles proclamando che "l'Italia è tornata, più solida e ambiziosa", gli altri "se ne facciano una ragione", e inviando in Europa Carlo Calenda come nuovo rappresentante permanente.

Il Financial Times: una vittoria per Matteo Renzi
Intanto il Financial Times scrive oggi che l'Italia ha ottenuto una vittoria con la revisione delle regole di Dublino relativa all'ingresso dei rifugiati. Secondo il quotidiano britannico la Commissione europea avrebbe deciso che il paese d'ingresso dei rifugiati non sarà più responsabile delle loro delle richieste di asilo. La Commissione ritiene che questo sistema finora adottato - frutto del Trattato di Dublino - sia "datato" e "ingiusto". L'onere, spiega il giornale, passerebbe ai Paesi "più ricchi" dell'Unione, ovvero quelli a Nord. La regola - dice FT - verrà abolita con una proposta che verrà presentata a marzo.

La scelta di Carlo Calenda
Scegliendo Calenda, attuale viceministro dello Sviluppo economico, il premier ha indubbiamente sparigliato le carte. È infatti un manager con un passato in varie aziende, a cominciare dalla Ferrari, e non un diplomatico.
Lontanissimo da atteggiamenti e riti dei diplomatici. Nominato da Enrico Letta, Calenda è riuscito a restare al suo posto con l'arrivo di Renzi e a stringere un rapporto di grande stima con il presidente del consiglio. Negli ultimi due anni, il viceministro ha girato il mondo, spesso anticipando le missioni del premier, per allargare l'export italiano. Un inedito per Bruxelles dove, per tradizione, sono sempre mandati alla rappresentanza diplomatici con capacità di mediazione. Ma anche da qui passa per il leader dem la determinazione a cambiare l'Europa.

Renzi attacca ancora su Facebook
Facciamo un passo indietro. Martedì 20 dicembre in mattinata, Renzi ha esaltato su Facebook il nuovo corso del Paese, ammonendo chi intenda fermarla: "L'Italia è sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali - ha sottolineato Renzi - che hanno deciso di puntare sul nostro Paese".

È questa, ha osservato il premier, "la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l'Italia è tornata, più solida e ambiziosa". Alla plenaria si è discusso di immigrazione e delle conclusioni del Consiglio di dicembre, quello segnato dalle proteste italiane contro un'Europa troppo a trazione tedesca.

Juncker insiste
Jean Claude Juncker, lamentando le troppe inadempienze degli Stati, ha ribadito che la Ue è "minacciata sin dalla sua base. E forse non ci si rende conto".

"Oggi - ha ammonito l'ex premier lussemburghese - è a rischio Schengen, ma domani ci si chiederà perché avere una moneta comune". Poi ha avvertito: "Alcuni governi sono veloci ad attaccare Bruxelles, ma si guardino allo specchio, anche loro sono Bruxelles".

L'allarme di Tusk per le politiche migratorie
Allarme rosso ribadito dal presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk: "Abbiamo due mesi per rimettere la situazione migratoria sotto controllo: il Consiglio di marzo sarà l'ultima occasione per vedere se la nostra strategia funziona. Altrimenti - ha ammonito - affronteremo una crisi come il crollo di Schengen".

L'attacco del Ppe: Renzi fa il gioco del populismo
Quindi l'attacco a freddo portato dal capogruppo del Ppe, il tedesco Weber, un 'falco' considerato molto vicino a Frau Merkel, già in passato nemico numero uno del Presidente del consiglio.

Ha aperto il suo intervento con i ringraziamenti a Federica Mogherini per il suo impegno sul dossier iraniano, forse per mettere sale sulle ferite.

Poi l'affondo, traendo spunto dalla questione dei fondi Ue per i migranti in Turchia: "Quando vedo che l'Italia non è disposta a fare la sua parte per aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita, tutto ciò va a svantaggio dell'Europa, della sua forza e della sua credibilità al livello internazionale. Renzi - ha attaccato esplicitamente - sta mettendo a repentaglio la credibilità europea a vantaggio del populismo".

A caldo la replica furiosa del collega capogruppo S&D, Gianni Pittella, fuori dall'Aula: "Ridicolo e irresponsabile. Noi lavoriamo per risolvere i problemi, ma non vogliamo che nessuno ci metta l'anello al naso".

Durissima anche la capodelegazione Pd, Patrizia Toia: "È gente come Weber, con la loro austerità ideologica, ad aver messo in difficoltà l'Ue".

Sarcastico Nicola Danti (Pd): "Weber si rassegni, l'Italia non è più quella di Berlusconi". Infine, la freddezza di Antonio Tajani (Fi): "Weber mette il dito nella piaga degli errori del governo Renzi".

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