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Putin - Hollande: a Mosca l'alleanza anti-Isis

Più scambio di informazioni e raid coordinati in Siria contro i pozzi petroliferi in mano allo Stato islamico. Ma Assad continua a dividere

Vladimir Putin, Francois Hollande

Redazione

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Tre ore di vertice a Mosca tra Vladimir Putin e Francois Hollande hanno portato a definire un piano di azione comune contro l'Isis, possibilmente estendibile ad altre Paesi sotto l'egida dell'Onu, che può essere così riassunto: intensificare lo scambio di informazioni di intelligence e i dati militari sulle operazioni in Siria; coordinare e focalizzare i raid aerei contro i siti petroliferi, prima fonte di sostentamento dello Stato islamico, escludendo le zone occupate dall'opposizione moderata.

L'Isis, il nemico di tutti
"Noi siamo pronti per questo lavoro comune, lo consideriamo assolutamente necessario e in questo senso la nostre posizioni coincidono", ha dichiarato il presidente russo, che ha anche aperto alla possibilità - qualora non si arrivasse a un intervento internazionale sotto la bandiera dell'Onu - di cooperare in Siria con la coalizione guidata dagli Stati Uniti.

L'importante, insomma, è non perdere ulteriore tempo e intervenire, come rimarcato anche da Francois Hollande, impegnato in una vera e propria missione internazionale dopo le stragi di Parigi: "Il nostro nemico è Daesh, lo Stato islamico, che ha un territorio, un esercito e risorse. Per questo le potenze mondiali devono creare una grande coalizione per colpire questi terroristi in Siria e in Iraq", sono state le parole con cui il presidente francese ha aperto l'incontro bilaterale, auspicando a fianco dell'azione militare di poter "raggiungere una soluzione politica per la pace".

Il "nodo" Assad
Dal punto di vista politico, tuttavia, a dividere la neonata alleanza c'è ancora la divergente opinione riguardo il ruolo di Assad in Siria, tanto nel presente quanto soprattutto in un eventuale futuro. Se infatti Hollande ha affermato come già altre volte che "non c'è posto per il presidente Assad nel domani della Siria", da parte sua Putin ha ribadito di considerare l'attuale presidente siriano e il suo esercito "naturali alleati contro il terrorismo" e di ritenere che "il destino del presidente Assad debba essere nelle mani del popolo siriano".

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