Profughi, il rientro dalla Grecia in Turchia. Le foto

Dopo l'accordo siglato tra Bruxelles e Ankara, altre 124 espulsioni. Calo di migranti invece in Gemania

Redazione

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"Stop alle deportazioni", "Unione europea vergognati", "Libertà per i migranti". Tra proteste, insulti e tanta disperazione la storia delle migliaia di persone che scappano dalla fame e dalla guerra è ancora tutta da scrivere.

I nuovi respingimenti
Come uno tsunami, l’onda dei respingimenti dalla Grecia verso la Turchia non si arresta. E mentre durante la notte un’imbarcazione con a bordo un gruppo di 124 profughi era partita dalle isole di Chio e Samo verso Lesbo per poi proseguire per la Turchia, questa mattina una barca con 45 immigrati pakistani del campo profughi di Moria è attraccata nel porto di Dikili seguendo il piano concordato lunedì scorso da Bruxelles con Ankara.

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Le proteste
A nulle sono valse le proteste di un gruppo di attivisti contro le espulsioni che ha cercato di ostacolare le partenze gettandosi in acqua e attaccandosi all'ancora dell'imbarcazione di Frontex.

I prossimi arrivi
Nelle prossime ore è previsto l’arrivo di almeno altre due imbarcazioni da Chio, Samos e Kos, per un totale di 150 migranti. Tra questi, su informazioni rivelate dall’emittente turca Haberturk, vi sarebbero iracheni e palestinesi.

Ma sono soprattutto i migranti pakistani a creare preoccupazione: il loro numero nei campi in Grecia ha superato le 5mila unità e si teme il collasso. OLtre ad altre proteste. Così, per tamponare l'emergenza il parlamento turco ha approvato nella notte un vecchio accordo stipulato nel 2010 con il governo pakistano per il reimpatrio degli immigrati pakistani irregolari.

Il calo dei migranti in Germania e i timori per l’Italia
A cantare vittoria sembra solo Berlino che registra una chiara riduzione del flusso dei migranti. Certo è che i dati tedeschi parlano chiaro: nell'ultimo trimestre del 2015 gli ingressi in Germania erano stati 500mila, ma nei primi tre mesi di quest’anno il numero si ridotto del 66% con 170 mila arrivi. A spiegarlo il ministro degli Interni De Maiziere aggiungendo che a fronte della diminuzione degli arrivi sono aumentate le domande di asilo: dal 1 gennaio 2016 infatti le richieste presentate in Germania sono state 181.400. Per fare previoni invece è presto: secondo il ministro tedesco potrebbero esserci anche altre rotte, per esempio sul fronte Libia-Italia.

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