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Profughi: accordo UE-Turchia, ma la Grecia non è pronta

Tsipras annuncia il via dei rimpatri, ma le autorità locali non hanno un piano operativo. E attendono "rinforzi" dall'Europa

GREECE-EUROPE-MIGRANTS

Redazione

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"Non siamo ancora pronti. Ci vogliono più di 24 ore", afferma categorico Giorgos Kyritsis, portavoce del coordinatore del governo di Atene per le politiche migratorie, senza timore di smentire lo stesso premier Alexis Tsipras, che sabato aveva invece annunciato il via delle operazioni di rimpatrio per i migranti giunti sulle coste greche dopo la sigla dell'accordo tra l'UE e la Turchia venerdì 18 marzo.

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Le parole da Atene di Kyritsis trovano eco in quelle di una fonte di polizia di Lesbo, separata dalla Turchia da uno stretto braccio di mare, sulla quale a dispetto dei diktat via Twitter di Bruxelles ("Tutti quelli in arrivo da ora in poi saranno rimpatriati") sono continuati gli approdi di migranti anche dopo l'accordo: "Ancora non abbiamo idea di come attueremo in pratica il piano", ammettono le autorità locali. "Ma soprattutto stiamo ancora aspettando i 'rinforzi' promessi dall'Europa per smaltire più velocemente le richieste d'asilo: traduttori, avvocati, funzionari di polizia". 

Sabato Frontex e l'Agenzia Ue per il supporto all'asilo hanno lanciato due richieste per ottenere l'invio di esperti, ricevendo però risposta immediata solo da quattro dei 28 governi europei: tra questi Francia e Germania, che si sono già offerti di inviare 600 tra poliziotti ed esperti di asilo in Grecia. Inoltre, nell'intento comune a Parigi e Berlino di spingere per una rapida attuazione dell'accordo, in una lettera inviata alla Commissione europea i ministri dell'Interno francese Bernard Cazeneuve e tedesco Thomas de Maizie're hanno sottolineato "la particolare urgenza" di far arrivare il sostegno alla penisola ellenica per l'operazione rimpatri.

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