Primarie Usa: Sanders vuol far saltare i nervi a Hillary

Così il senatore del Vermont sta affinando la strategia in vista delle primarie in New Hampshire

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Bernie Sanders e Hillary Clinton – Credits: Joe Raedle/Getty Images

L'intenzione di Bernie Sanders, il senatore del Vermont, è quella di stravincere in New Hampshire, nell'East Coast liberal,  doppiare Hillary Clinton, dopo aver perso sul filo di lana in Iowa, prima tappa delle primarie americane. Stravincere, cioé confermare il gap di 20 punti segnalato da tutti i sondaggi, significherebbe per Sanders ottenere una importante vittoria psicologica sul suo rivale, in queste prime battute della lunga corsa verso la Casa Bianca. In New Hampshire come in Iowa non ci sono del resto in palio molti grandi elettori.

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Non è una questione numerica, la candidatura per la Casa Bianca la si conquista per lo più negli Stati più popolosi, come la California o la Florida. C'è in gioco però, ora, il morale dei giocatori e l'umore dei loro tifosi: elemento essenziale per decidere chi vincerà - come ha dovuto apprendere a suo spese la stessa Hillary Clinton nel 2008, quando fu sconfitta da Barack Obama - la lunga corsa verso la candidatura.

IL SIGNIFICATO PSICOLOGICO DEL RICONTEGGIO
La stessa richiesta di riconteggio delle schede in Iowa, dove Sanders ha perduto con un gap dello 0,2%, si inquadra in questa guerra psicologica in corso tra i due competitor democratici. Non che il ricorso abbia serie possibilità di essere preso in considerazione dallo stato maggiore del partito. Ma serve appunto per fare pressione sull'ex segretario di Stato, cercare di farle saltare i nervi. Senza colpi bassi (Sanders rifiuta sistematicamente di parlare delle mail private di Hillary, uno scandalo che occua da mesi le prime pagine dei quotidiani americani), ma  con un'abile campagna costruita sulla partecipazione popolare e sulle micro-donazioni, vero punto di forza - come per Obama nel 2008 - della campagna del senatore. Che mercoledì, nel corso di un dibattito televisivo, ha affondato il colpo contro Hillary, accusandola di essere sostanzialmente un candidato di Wall Street e dell'establishment di Washington.

BATTAGLIA SUL PROGRESSISISMO
Sanders ha contestato le credenziali progressiste di Hillary su tutti i temi chiave in agenda, dalla politica estera alla finanza, dalla tutela dell'ambiente fino all'accordo di libero commercio con l'Europa noto come TTP (di cui in America si parla ben di più di quanto non si faccia in Europa). Non può dire di essere progressista un giorno e moderata l'altro. Sono due cose diverse! Le ha rinfacciato Sanders, ricevendo per tutta risposta un piccatissimo: Io sono una progressista che vuole fare le cose. Non sapevo che Sanders si fosse autoproclamato giudice di che cosa è progressista e che cosa no!

Hillary però non starà a guardare. Sa già che nel New Hampshire - dove si voterà il 9 febbraio - non può vincere. Ma conta anche con quanti punti di distacco perderà. Arrivare a ridosso del rivale significa prepararsi con il vento in poppa all'appuntamento successivo, il 23 e 27 febbraio, in Nevada e in South Carolina, lo Stato del sud dove Hillary potrebbe dare al rivale ben 40 punti di distanza.

_l calendario delle primarie in New Hampshire_

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