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Primarie repubblicane: ultima chiamata per Ted Cruz

Il senatore del Texas deve assolutamente vincere in Indiana se vuole tenere aperta la corsa contro Trump

ted cruz getty Ethan Mille

Ted Cruz – Credits: Getty Imagines / Ethan Mille

È l'ora della verità per Ted Cruz, l'ultima chiamata prima della resa. Il senatore del Texas si gioca con il voto odierno in Indiana  le ultime chance per rimanere in qualche modo rilevante in una campagna elettorale dove Donald Trump è riuscito a sbancare finora quasi tutti i suoi rivali. I numeri non sono a suo favore. Secondo l'ultimo sondaggio di Marist Poll per il Wall Street Journal e Nbc, Donal Trump conduce di 15 punti con il 49% delle preferenze a fronte del 34% di Cruz.

Il conteggio, in vista della Convention di Cleveland che incoronerà il candidato repubblicano alla Casa Bianca, è impietoso per gli antiTrump. Il miliardario può finora contare su 956 delegati, contro i 546 di Cruz, al secondo posto. Per vincere gliene occorrono 1237. Un obiettivo che sembra ora alla portata del tycoon newyorkese, uscito trionfatore anche nella sua New York, con oltre il 60 per cento dei voti. Mancano dieci Stati, tra cui Washington e soprattutto la popolosa California che assegna 172 delegati per i repubblicani.

Per mantenere accesa la fiamma della speranza Cruz - che è sicuramente più moderato di Trump nei toni, ma altrettanto radicale sui temi cari alla destra religiosa americana -  dovrebbe vincere in quasi tutte le prossime sfide, in Indiana, in Nebraska, a Washington, sperando poi che tutte le anime del partito repubblicano si compattino per frenare la corsa del tycoon. Un'ipotesi cui anche i più autorevoli sondaggisti cominciano a non credere più: il vantaggio accumulato da Trump è così amplio da rendere molto complessa la rimonta.

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Come si è diviso il voto alle primarie repubblicane – Credits: New York Times

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