Prima di essere ucciso, Regeni torturato per 7 giorni

L'indiscrezione arriva dal direttore del Dipartimento di Medicina legale egiziano incaricato della perizia

REGENI

Una foto tratta dall'archivio dei "sindaci dei ragazzi" di Fiumicello, di Giulio Regeni, lo studente di 28 anni scomparso il 25 gennaio al Cairo, Roma, 31 gennaio 2016. – Credits: ANSA FOTO

Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto lungo l'autostrada tra Alessandria e Il Cairo il 4 febbraio scorso, sarebbe stato torturato per sette giorni, prima di essere ucciso "da un colpo con un oggetto appuntito alla parte posteriore della testa". Ne avrebbe dato conferma a un quotidiano locale  Hisham Abdel Hamid, direttore del Dipartimento di Medicina legale egiziano, intervenuto nell'ufficio del procuratore Ahmad Naji la scorsa settimana per chiarire alcuni punti dell'autopsia condotta in Egitto.

Il perito legale avrebbe anche dichiarato al procuratore che gli interrogatori cui è stato sottoposto Regeni prima di essere fisicamente eliminato sono state effettuate a diversi intervalli ogni 10-14 ore per sette giorni complessivi. Se la notizia trovasse conferma, tenuto conto anche delle bruciature di sigarette sul corpo e altri segni inequivocabili di tortura sistematica come le unghie dei piedi strappate, chi lo ha ucciso lo ha interrogato per ottenere informazioni:  in sostanza, la pista che conduce ai servizi segreti egiziani - leali o deviati che fossero - acquista sempre più credibilità.

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