Esteri

Primarie democratiche: la sorpresa Pete Buttigieg

Ha trionfato in Iowa, Stato-chiave per la corsa alla Casa Bianca. Omosessuale, 37 anni, laurea a Harvard e master a Oxford, cristiano praticante: è nata una stella?

Pete Buttigieg Campaign Event

Redazione

-

Finora nessuno l'aveva seriamente presa in considerazione. Tutti gli analisti erano concentrati sull'opzione femminile, cioè sull'eventualità che una donna fosse eletta 46° presidente degli Stati Uniti d'America (Elizabeth Warren o addirittura la revenante Hillary Clinton). E invece, a sorpresa, è saltata fuori l'opzione omosessuale.

Secondo un sondaggio condotto in Iowa dalla Cnn assieme al Des Moines Register fra l'8 e il 13 novembre, il candidato democratico che ha staccato gli avversari di nove punti (Elizabeth Warren) e di 10 punti (Joe Biden e Bernie Sanders) è stato Pete Buttigieg, 37 anni, gay dichiarato.

Il semi-sconosciuto sindaco di South Bend, la sua città natale dell'Indiana con poco più di 100 mila abitanti, ha riscosso il 25 per cento dei consensi, guadagnando 16 punti rispetto alla rilevazione di due mesi fa.    

Una tendenza registrata anche da Realclearpolitics, il sito che fa la media dei più affidabili sondaggi condotti negli Stati Uniti. Per l'aggregatore di dati politici che da tempo è il principale punto di riferimento per analisti politici nazionali e internazionali, Buttigieg è al primo posto in tutte le rilevazioni condotte nell'ultimo mese in Iowa. Stato che, vale la pena ricordarlo, nel 2007 si rivelò un punto di svolta per le fortune di Barack Obama.

E questo non è un dettaglio. La sera del 3 febbraio 2020, l'Iowa sarà il primo Stato a pronunciarsi, durante la corsa per la nomination del candidato democratico alla Casa bianca. Non lo farà attraverso un'elezione ma attraverso un caucus, cioè una riunione di partito.

In Iowa tutti i 1.681 distretti elettorali dello Stato organizzano il proprio caucus. Per il partito democratico, le consultazioni sono organizzate fra gli elettori iscritti nelle liste elettorali come democratici (700 mila nel luglio 2010).

49 delegati designati nei caucas democratici dell'Iowa andranno a luglio alla Convention nazionale democratica di Milwaukee, in Wisconsin. L'evento, che raggrupperà qualcosa come 4.594 delegati, sceglierà il candidato del partito democratico alle elezioni presidenziali del 3 novembre 2020.  

Ma torniamo a Buttigieg. Laurea a Harvard, master a Oxford, posizioni moderate, sposato in una cattedrale episcopale con l'insegnante di una scuola Montessori, Messa tutte le domeniche, faccia da all-American boy, sette mesi di servizio in Afghanistan con la Riserva della Marina: è il curriculum perfetto per un candidato presidenziale.

«Una combinazione di attributi – moderato, di successo e persona di fede – che rende Buttigieg tutt'altro che un candidato monocorde» ha commentato il quotidiano Usa Today. E il fatto che sia sposato con un uomo (Chasten Glezman, che dopo le nozze ha adottato il suo cognome), negli Stati Uniti del terzo millennio non pare essere un gran problema. «Buttigieg si è distinto non per essere gay, ma per aver conquistato gli elettori con la sua intelligenza, il suo messaggio di unità e il suo pragmatismo» continua Usa Today.

Ecco qualche esempio. Buttigieg è a favore del mantenimento delle assicurazioni mediche private, ma vuole anche introdurre un'assistenza sanitaria statale; è contrario all'università gratuita per tutti, ma ha un progetto per rendere gratuite le università pubbliche per chi proviene da famiglie con entrate sotto i 100 mila dollari l'anno; considera il New Deal verde come uno strumento per affrontare il cambiamento climatico, ma non come un modo per riformare drasticamente l'economia.  

Eppure molti osservatori si chiedono se gli Stati Uniti, che hanno legalizzato a livello nazionale il matrimonio gay solo nel 2015, siano pronti effettivamente per un presidente gay. In particolare, il suo punto debole pare essere l'elettorato afro-americano, che rappresenta circa un quinto del bacino democratico. Non a caso, alcuni focus group condotti dalla sua campagna l'estate scorsa in South Carolina, uno dei primi Stati in cui si tengono le primarie, hanno rivelato che per alcuni elettori neri la sua sessualità rappresentava una barriera.

Ma non tutti gli afroamericani la pensano allo stesso modo. Lujira Cooper, per esempio, è una sua grande sostenitrice. «L'età è dalla sua parte» ha commentato con UsaToday quest'afroamericana lesbica di 72 anni che, ormai in pensione, scrive romanzi. «Potrebbe non essere quest'anno, potrebbe non essere il prossimo... Ma avere qualcuno giovane, pieno di energia e perseverante alla fine aprirà una breccia. Ci si stanca a vedere sempre le stesse persone candidarsi».  




© Riproduzione Riservata

Commenti