Perché Rajoy è stato sfiduciato. Il futuro incerto della Spagna

Ecco i motivi del "licenziamento" del capo del governo popolare condannato per mazzette e fondi neri al suo partito

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L'ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy – Credits: GettyImages

Chiara Degl'Innocenti

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Mariano Rajoy è stato licenziato. Dopo aver portato il suo paese dal quasi fallimento alla ripresa economica, dopo aver affrontato i separatisti catalani, anche se con modalità discutibili, il conservatore più “testardo e stolido” (così definito dal settimanale britannico The Economist), che ha governato negli ultimi sette anni e mezzo contro uno sfondo di infiniti scandali di corruzione, anche se non è stato accusato personalmente, è stato sfiduciato dal proprio parlamento.

All'improvviso il caso, che coinvolge principalmente i leader regionali del suo Partito popolare (PP), ha reso possibile che Mariano Rajoy dovesse affrontare la brutale scelta di dimettersi consegnando il governo a Pedro Sánchez, il leader dei socialisti dell'opposizione.

Perché Rajoy è stato sfiduciato

Ciò che ha condannato Rajoy, che ha guidato un governo di minoranza dal 2016, è stato il verdetto una settimana prima del caso giudiziario che da tempo lo vede implicato insieme all’ex tesoriere del PP e altri funzionari del partito. Come aggiunge l’Economist “la corte ha scoperto che il partito aveva beneficiato di tangenti e messo in dubbio la credibilità delle prove fornite dal primo ministro ascoltato come testimone. In risposta, Sánchez ha presentato una mozione di sfiducia, proponendo di autogovernarsi definendo la mossa come “un atto di pulizia democratica".

Cosa vuole la Spagna

La maggior parte degli spagnoli vuole andare a nuove elezioni, è questo quello che rivelano i sondaggi. Ma con il suo partito (a circa il 20% nei sondaggi) Pedro Sánchez vuole che i suoi socialisti, con solo 84 dei 350 seggi in parlamento, governino da soli per un periodo non specificato. Questo ha messo in dubbio, in un primo momento, il risultato del voto di sfiducia. Ma dopo una discussione di un giorno, avvenuta il 31 maggio, è stato chiaro che una stretta maggioranza della camera avrebbe appoggiato proprio Sánchez. E come concessione ai nazionalisti baschi, è stato promesso loro di attenersi al bilancio di quest'anno garantendone il rispetto dell Finanziaria già approvata con importanti investimenti infrastrutturali per la regione.

E adesso? Che tipo di governo formerà Pedro Sánchez? Verrà fatto un monocolore di minoranza? Oppure accetterà una coalizione con Podemos? Come scrivevamo, la promessa ai baschi e quella di dialogo con il nuovo governo hanno sbloccato la situazione anche se i dubbi sulle possibilità di durata della legislatura restano.

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