Esteri

Lo staff di Trump lavora per limitare i danni causati dal presidente

Un anonimo Op-ed sul New York Times scritto da un alto funzionario della Casa Bianca getta nuove ombre sull'amministrazione del Tycoon

Donald Trump

Barbara Massaro

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"Esiste una resistenza silenziosa all'interno del governo composta da persone che hanno scelto di mettere al primo posto il paese". Termina così il lungo Op-ed anonimo pubblicato dal New York Times. Si tratta di un editoriale, come scrive il quotidiano americano, anonimo scritto di suo pugno da un alto funzionario interno alla Casa Bianca e stretto collaboratore di Donald Trump.

Cosa dice la talpa 

La talpa sostiene che per arginare un Presidente "Amorale, meschino, impetuoso e incapace" i suoi collaboratori. da tempo, prendono decisioni al posto del comandante in capo e cercano di arginare il suo operato "Affinché non faccia troppi danni al Paese".

"Sono state fatte delle importanti riforme - sostiene l'autore del fondo - non grazie al Presidente, ma nonostante lui".

Si tratta di una tesi simile a quella sostenuta da Bob Woodward nel suo Fear: Trump in the White House, il libro scritto dal premio Pulitzer che sta scuotendo Washington e la coscienza degli americani.

Lì Woodward citava le dichiarazioni dell'ex consigliere economico del presidente, Gary Cohn, che avrebbe confessato al giornalista l'habitus di sottrarre dallo studio ovale documenti importanti e potenzialmente compromettenti soprattutto a livello internazionale e commerciale affinché Trump non li vedesse o firmasse d'impulso.

In pochi giorni, dunque, ben due fonti sostengono la stessa tesi e cioè che alla Casa Bianca sieda un uomo non solo incapace, ma potenzialmente pericoloso per l'America e il mondo intero.

I capricci di The Donald

Scrive ancora l'anonimo editorialista: "A partire dalla Casa Bianca per arrivare ai singoli dipartimenti e alle agenzie del potere esecutivo funzionari d'alto rango ammetteranno in privato la loro quotidiana incredulità di fronte ai commenti e alle azioni del comandante in capo. La maggior parte di loro sta lavorando per arginare le sue operazioni e i suoi capricci".

Trump, dal canto suo, via Twitter ha gridato al tradimento. 

E poi ha scritto: "Sto bonificando la Palude e la Palude sta tentanto di contrattaccare. Non preoccupatevi, vinceremo!"

La replica della Casa Bianca

La portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha definito la gola profonda del NYTimes "Vigliacco e senza spina dorsale" e ha poi aggiunto: "Circa 62 milioni di persone hanno votato il presidente Trump e nessuno di loro ha votato per una fonte del fallimentare New York Times senza spina dorsale e anonima. L'individuo dietro la lettera - prosegue Sanders - ha scelto di tradire invece di sostenere il presidente eletto degli Stati Uniti. Al primo poso non ha messo il paese ma se stesso e il suo ego. Questo codardo dovrebbe fare la cosa giusta e dimettersi".

Trump avrebbe intimato al giornale di svelare la sua fonte, ma il New York Times non sarebbe intenzionato a farlo e, anzi, si starebbe preparando a fornire ulteriori voci che testimonino lo scenario surreale che sta vivendo un'America in cui il suo Presidente viene vissuto come una bomba a orologeria da contenere per preservare la sussistenza stessa della Repubblica. 

A due mesi dalle elezioni di metà mandato la posizione di Trump è sempre più difficile tra beghe interne, scandali sessuali, dimissioni e la spada di Damocle del Russiagate (e del procuratore Mueller) che pende sul suo capo. Per capire l'umore del Paese, però, bisogna attendere l'esito delle elezioni e vedere se i democratici hanno ritrovato l'orgoglio e la forza delle idee o se il capriccioso presidente resta il preferito dagli americani.

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