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La Macedonia ha cambiato nome. Ecco come e perché

Dopo una disputa quasi trentennale, l'ex Paese jugoslavo ha firmato l'accordo con la Grecia. Si chiamerà Repubblica della Macedonia del Nord

Historic agreement between Greece and FYROM on name dispute

Luciano Lombardi

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Macedonia e Grecia hanno firmato ufficialmente l'accordo sul nuovo nome dell'ex Paese jugoslavo, ponendo fine a una disputa che da 27 anni anni bloccava il cammino di Skopje verso l'integrazione nell'Unione europea e nella Nato.

Il nuovo nome sul quale si sono accordati i due premier - il greco Alexis Tsipras e il macedone Zoran Zaev - è Repubblica della Macedonia del Nord.

Qualcosa di più che un nome

L'accordo rapppresenta il primo passo verso il raggiungimento dell'identità nazionale e della lingua della Macedonia, oltre a spianare la strada al cammino del Paese verso l'integrazione euroatlantica, rimasta bloccata dal sistematico veto di Atene.

La Grecia, infatti, non si è mai piegata ad accettare il nome "Macedonia" - che è anche quello della provincia greca settentrionale con capoluogo Salonicco - ritendo che appartenesse esclusivamente al patrimonio storico e culturale ellenico.

Sotto una ostinazione che potrebbe apparire solo verbale, la Grecia temeva che il nome del Paese vicino potesse evocare pretese territoriali.

Per questo, con la dissoluzione della Jugoslavia, ottenne che nel 1993 la neorepubblica indipendente fosse accolta all'Onu con l'acronimo FYROM (Former Yugoslavian Republic of Macedonia - Ex repubblica jugoslava di Macedonia).

Negli ultimi mesi, in una situazione di crescente ottimismo, si erano accentuati i contatti fra Atene e Skopje con il mediatore dell'Onu Matthew Nimetz.

Decisivo l'intervento dell'Ue

Lo scorso aprile la commissione europea, alla luce dei progressi evidenti compiuti nel negoziato con Atene sulla questione del nome, aveva dato parere favorevole all'apertura del negoziato di adesione della Macedonia alla Ue.

Un processo che potrà ora ottenere ulteriore slancio dopo l'intesa finale fra i due Paesi.

Per Tsipras, il nuovo nome potrà essere usato da Skopje sia sul piano interno che su quello internazionale.

Zaev ha aggiunto che per il nuovo nome saranno necessari emendamenti alla costituzione macedone e che, dopo la ratifica del parlamento, in autunno l'accordo verrà sottoposto a referendum popolare.

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