Esteri

Perché Julian Assange potrebbe essere presto estradato

L'Ecuador sarebbe pronto a revocare l'asilo politico al giornalista fondatore di WikiLeaks

Julian Assange nel maggio 2017, quando ancora aveva rapporti con la stampa e il resto del mondo tramite internet

Barbara Massaro

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Julian Assange è sempre più solo. Il governo ecuadoriano presieduto da Lenìn Moreno starebbe seriamente valutando l'ipotesi di revocare il diritto d'asilo politico al fondatore di WikiLeaks che, dal 2012, vive recluso presso l'ambasciata ecuadoreña di Londra.

La posizione di Lenìn Moreno

Sin dal suo insedimento e al contrario del suo predecessore - Rafael Correa - Moreno non ha mai nascosto le sue perplessità circa l'opportunità da parte dell'Ecuador di proteggere Assange dal 2010 oggetto di un'inchiesta in Usa mai conclusa per aver pubblicato documenti secretati circa l'azione armata americana in Afghanistan, i cosiddetti Afghan War Logs.

Le tappe della vicenda

Dopo due settimane dall'avvio dell'inchiesta Assange, che è cittadino australiano, è stato raggiunto da un mandato di estradizione da parte della Svezia: due donne lo accusavano di essere state violentate da lui. Dopo aver respinto le accuse e dopo aver cercato ogni possibile strada legale per evitare di essere estradato da Londra (dove il giornalista viveva) a Stoccolma (e da lì negli Usa), Assange ha ricevuto l'aiuto del Governo ecuadoriano di Correa che gli ha concesso asilo politico permettendogli di stabilirsi presso la piccola sede diplomatica di Londra dove il quarantaseienne vive dal 19 giugno 2012 in uno stato di detenzione arbitraria, come stabilito dal Working Group on Arbitrary Detention delle Nazioni Unite.

Il processo per stupro è sempre rimasto in una fase preliminare e le accuse sono poi cadute nel maggio 2017 quando il caso è stato archiviato, ma Assange non ha mai lasciato la sede consolare perché l'Inghilterra lo avrebbe arrestato per aver violato le norme sul rilascio su cauzione. Una volta arrestato a Londra il passo verso l'estradizione negli Usa sarebbe stato breve. 

Perché l'Ecuador ha cambiato idea

Per sei anni, quindi, il fondatore di WikiLeaks ha goduto della protezione dell'Ecuador. Il problema è che in questo tempo Assange non è stato zitto aspettando che le acque si calmassero, anzi.

Dopo essere andato inviso a Inghilterra, Usa, Russia e Australia per le sue feroci prese di posizione via social network, il giornalista ha irritato anche la Spagna e la Germania con un unico tweet definendo il fermo del leader catalano Carles Puigdemont "Un arresto da Gestapo". Era il marzo 2018 e l'Ecuador, dopo l'episodio, ha deciso di tagliare a Assange la possibilità di utilizzare internet visto che tra gli accordi stilati tra l'Ambasciata ecuadoreña e Assange c'era anche quello di non compromettere i rapporti internazioni tra l'Ecuador e il resto del mondo.

Cosa potrebbe succedere ora

Sono con ogni probabilità i tweet al vetriolo di Assange ad aver spinto sull'acceleratore del governo di Quito che, secondo quanto riporta il quotidiano online The Intercept, sarebbe a un passo dal consegnare Julian Assange. Se Assange finisse nelle mani delle autorità di Londra il passo per essere estradato negli Stati Uniti sarebbe breve.

In Usa, in teoria, il diritto alla libertà di espressione e pensiero sancito dal primo emendamento protegge la stampa e i media, ma nel nel 2017, l'allora capo della Cia, Mike Pompeo, che oggi guida il dipartimento di Stato, aveva specificato che Assange e la sua organizzazione non godono della protezione del Primo, mentre di recente il procuratore generale Jeff Sessions ha dichiarato che arrestare Assange è una priorità.

Se Assange fosse incriminato per la pubblicazione degli Afghan War Logs sarebbe la prima volta che un Paese democratico in tempo di pace impone la censura di Stato sulla stampa

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