Usa, elezione del giudice Brett Kavanaugh: come cambia la Corte Suprema

Nel prestare giuramento il giudice ha detto che sarà imparziale e giusto, ma i democratici non ci credono

Il Presidente Trump si congratula con il giudice Brett Kavanaugh dopo che ha prestato giuramento

Il Presidente Trump si congratula con il giudice Brett Kavanaugh dopo che ha prestato giuramento – Credits: Chip Somodevilla/Getty Images

Barbara Massaro

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La  Corte Suprema Usa ha di nuovo il nono giudice.  Brett Kavanaugh ha prestato giuramento dopo che il Senato con 50 voti a favore e 48 contrari ha ratificato la nomina dell'uomo indicato da Donald Trump come successore del dimissionario Anthony M. Kennedy 

Perché la nomina di Kavanaugh cambierà la vita degli americani

Si tratta di una nomina importantissima, sudata e sofferta che arriva al termine di due settimane di dibattito giuridico politico dopo che una donna (seguita da altre due), Christine Blasey Ford, ha accusato il giudice di averla molestata nel 1982.

I democratici hanno in ogni modo cercato di ostacolare la nomina sostenendo che Kavanaugh non avrebbe avuto il peso morale per sedere nel più importante tribunale al mondo, ma, nonostante i dubbi di alcuni senatori (anche repubblicani) e a fronte del rapporto dell'FBI che non ha trovato riscontri che provino oltre ogni ragionevole dubbio quanto accaduto, il giudice ultraconservatore l'ha spuntata e la sua poltrona determina una svolta sostanziale e duratura della Corte Suprema verso destra. 

Si tratta di una vittoria storica per i repubblicani e di un'altrettanto cocente sconfitta per i democratici. La nomina alla Corte Suprema, infatti, è a vita e in questo momento su nove giudici 5 sono nettamente conservatori e questo condizionerà la vita degli americani per almeno una generazione.

Il capogruppo dei democratici al Senato, Chuck Schumer, ha così spiegato quello che succederà in futuro all'America: “Si tratta di uno dei momenti più tristi nella storia del Senato perché Kavanaugh non merita la nomina essendo contro le tutele ambientali, i diritti delle donne, i diritti civili, i diritti delle persone Lgbt, i diritti dei nativi americani, le protezioni sanitarie e i diritti dei lavoratori".ù

Cosa ha detto Kavanaugh

Il giudice, dal canto suo, al momento dei giuramento, ha garantito che non sarà un giudice di parte, ma eseguirà il suo compito in maniera corretta e diligente in quanto: "La suprema corte è un'istituzione non politica né di parte" e ha poi aggiunto: "Il processo di conferma al Senato è stato duro ed emozionante, ma ora è finito, e il mio obiettivo è essere il miglior giudice possibile".

Trump, nel discorso pronunciato prima del giuramento, ha accusato i democratici di aver condotto una "Campagna di distruzione personale" ai danni dell'immagine di Kavanaugh e si è scusato a nome della nazione con il giudice e la sua famiglia.

E' chiaro che Trump non può che essere orgoglioso di quello che ritiene essere un successo personale. Neppure Regan, nel corso della sua permanenza alla Casa Bianca, era riuscito a scegliere due giudici per la Corte Suprema (il primo nominato da Trump è stato Neil Gorsuch) ed era da oltre 30 anni che i Repubblicani cercavano di riconquistare la maggioranza alla Corte Suprema.

Le conseguenze politiche

In vista delle elezioni di metà mandato questo punto a favore dei repubblicani può essere determinante per convicere gli elettori più conservatori del buon lavoro fatto da Trump per tutelare i loro interessi. Convincere i più pigri ad alzarsi per andare a votare è ora la missione di un Trump che si gode il frutto dei primi due anni di mandato con il tasso di disoccupazione più basso dal 1969 a oggi, gli accordi commerciali con Messico e Canada e un'economia particolarmente florida.

Dall'altra parte della barricata, invece, i democratici si leccano le ferite per quello che il senatore repubblicano Mitch McConnell ha definito un autogol visto che "Con la loro opposizione, i democratici sono riusciti a fare qualcosa che non ci era riuscita: infiammare i nostri elettori".

Cosa hanno scritto i professori di legge

Per evitare la nomina di Kavanaugh persino 650 docenti americani di diritto si erano uniti inviando una lettera aperta pubblicata dal  New York Times in cui dicevano: "Noi abbiamo visioni diverse sulle altre qualifiche del giudice Kavanaugh ma siamo uniti, come docenti di legge e accademici di istituzioni giudiziarie, nel ritenere che non ha mostrato imparzialità e inclinazione giuridica, requisiti per sedere nella più alta corte della nostra terra". 

Secondo i docenti non è solo a causa delle accuse di presunta violenza che il giudice non avrebbe dovuto essere nominato, ma per l'atteggiamento aggressivo che ha avuto durante il confronto in Commissione quando, insieme alla sua accusatrice, la dottoressa Christine Blasey Fordha dovuto rispondere ai senatori che gli chiedevano chiarimenti circa le accuse. 

"Possedere un buon temperamento è una delle qualità più importanti per un giudice - avevano scritto i professori al New York Times che poi continuavano spiegando - Noi siamo docenti di Legge che insegnano, ricercano e scrivono per istituzioni giudiziarie nel paese".

Dall'alto della loro esperienza i docenti sostenevano di non aver apprezzato l'atteggiamento di Kavanaugh durante l'audizione in Senato perché: "Invece di mostrarsi aperto alla necessità di ricercare per appurare, il giudice Kavanaugh è stato ripetutamente aggressivo nei confronti di chi gli poneva le domande".

I docenti avevano definito l'uomo anche "Irriverente" e "Scortese" in quanto ha "Interrotto in continuazione".

"Possedere un buon temperamento è una delle qualità più importanti per un giudice" avevano sentenziato i professori che per questo ritenevano Brett Kavanaugh non adatto a sedere nel più importante tribunale al mondo.

"Il giudice Brett Kavanaugh - hanno concluso - ha mostrato mancanza di inclinazione giuridica: squalificherebbe qualunque tribunale, soprattutto se venisse elevato alla più alta Corte di questa terra".

Cosa ha detto la Dottoressa Ford

La grande accusatrice di Kavanaugh è stata Christine Blasey Ford che dopo aver reso testimonianza davanti alla Commissione Giustizia del Senato ora dice di vivere sotto minaccia e di non poter tornare a casa sua in California per le lettere minatorie che continua a ricevere

Christine Blasey Ford, con voce spesso rotta dall'emozione, aveva preferito leggere una dichiarazione scritta nella quale aveva ribadito le accuse a Kavanaugh e all'amico Mark Judge che, ubriachi, a 17 anni, avrebbero cercato di stuprarla. "Pensavo di morire" aveva detto Ford riferendosi ai minuti in cui i suoi presunti aguzzini le avrebbero tenuta chiusa la bocca con una mano nel tentativo di violentarla.

"Sono qui oggi non perché volevo esserci, sono terrorizzata - aveva ammesso la donna davanti ai 21 senatori della Commissione e aveva poi aggiunto - Sono qui perché credo sia mia dovere civico dirvi la verità"

Ford, docente di psicologia, si era detta certa al 100% che quel ragazzino conosciuto 36 anni fa fosse il giudice Kavanaugh e aveva risposto con compostezza sia alle domande dei senatori democratici sia a quelle del procuratore Rachel Mitchell, la donna incaricata dai senatori (tutti uomini) repubblicani di occuparsi del contro interrogatorio. 

"Sono stata accusata di agire per motivi politici di parte - aveva poi detto - ma quelli che lo dicono non mi conoscono. Sono una persona fortemente indipendente e non sono una pedina di nessuno".

Ford aveva sottolineato il dramma di quella notte (lei aveva solo 15 anni) e come quel tentativo di violenza abbia condizionato il suo futuro in fatto di relazioni di coppia. L'accusatrice di Kavanaugh aveva poi ribadito di aver deciso di denunciare il giudice quando il suo nome è stato fatto tra i papabili per la Corte Suprema, prima che la scelta dell'amministrazione Trump cadesse proprio su di lui.

La replica del giudice Kavanaugh

Dopo aver ascoltato le parole di Ford, per la Commissione era stata la volta di sentire la replica di Kavanaugh che aveva definito la vicenda frutto di: "Calunnie dell'ultimo minuto".

Il giudice aveva negato di aver mai conosciuto la Dottoressa Ford asserendo: "Non ho mai conosciuto la dottoressa Ford non sono mai stato a feste o incontri con lei".

E poi aveva sbottato: "Questo processo ha distrutto la mia famiglia e la mia reputazione, in maniera permanente, costruita da anni di duro lavoro. Le accuse fanno parte di un disegno politico, non sono mai state presentate altre prove. Questo è un circo".

Quasi in lacrime aveva poi ammesso: "Non ero perfetto al Liceo e neanche i miei comportamenti lo erano, bevevo qualche birra di troppo nel weekend e in retrospettiva, ho detto e fatto cose al liceo che oggi mi imbarazzano: ma non sono mai stato protagonista di aggressione sessuali, non ero un molestatore. Ciò di cui sono stato accusato è molto più grave di una cattivo comportamento giovanile".

La solidarietà di Trump e il voto della commissione

Nonostante lo scandalo che lo aveva travolto Kavanaugh aveva deciso di non mollare la sua corsa verso la Corte Suprema incassando la solidarietà del Presidente Trump che aveva twittato: "Il giudice Kavanaugh ha dimostrato all'America esattamente il perché io l'ho nominato. La sua testimonianza è stata potente, onesta e affascinante.

La strategia dei democratici tesa a distruggere è vergognosa e questo processo è stato una totale vergogna e uno sforzo per rinviare, ostacolare e resistere".

Una seconda accusatrice

Dopo che erano state rese pubbliche le accuse della dottoressa Ford una seconda donna aveva deciso di denunciare la presunta molestie subita. Anche in questo secondo caso il contesto della violenza sarebbe quello della festa tra ragazzi. Se però Christine Blasey Ford, 51 anni, aveva dichiarato di essere stata molestata sessualmente da Kavanaugh nel corso di una party al liceo, la Ramirez sarebbe stata importunata durante una serata a base di alcol e giochi stupidi all'università.

L'anno accademico sarebbe il 1983-84 quando la donna, proprio come il compagno Brett, era matricola a Yale. I fatti sono stati raccontati al New Yorker in un pezzo firmato dal premio Pulitzer Ronan Farrow

Deborah Ramirez ricorda che insieme ad altri compagni stava partecipando a una festa per studenti nel corso della quale, tutti ubriachi, hanno iniziato un gioco seduti in cerchio dove le ragazze a occhi bendati dovevano indovinare cosa veniva loro dato in mano o messo in bocca.

A quanto pare, alla Ramirez toccò il membro di Kavanaugh. Da quanto spiegato dalla donna al magazine americano la cosa la sconvolse profondamente essendo lei molto religiosa.

"Ricordo di essermi trovata un pene sulla faccia. So che non era ciò che volevo, anche in quel momento di alterazione mentale" ha dichiarato aggiungendo di aver provato "Vergogna e imbarazzo, un senso di umiliazione".

Accuse a orologeria?

Il New Yorker sottolinea di aver cercato conferme di quanto detto tra i compagni di Yale, ma di aver trovato solo vaghi riscontri e più di un ex studente ha sottolineato di trovare l'episodio in contraddizione con il carattere disciplinato e schivo di Kavanaugh.

Le prime accuse mosse nei confronti del giudice indicato da Trump erano arrivate il 16 settembre quando la Ford aveva concesso una lunga intervista al Washington Post nella quale aveva raccontato quello che le è successo molti anni fa.

Kavanaugh insieme al suo amico Mark Judge durante una festicciola tra adolescenti avrebbe costretto Christine a seguirlo in una camera da letto. Lì si sarebbe buttato sul corpo della ragazza tappandole la bocca mentre cercava di abusare di lei insieme all'amico Mark.

I due ragazzi sarebbero stati molto ubriachi e la musica estremante alta per coprire gli eventuali urli della ragazza. La goffaggine dei due aspiranti stupratori, però, avrebbe avuto la meglio e tutti e tre sono caduti dal letto. In quel momento Christine sarebbe riuscita a scappare evitando il peggio.

La donna ha dichiarato di non averne parlato a lungo per vergogna e di avere raccontato di quel trauma solo in età adulta quando è finita sul lettino dello psicologo durante una terapia di coppia per salvare il suo matrimonio. Secondo quello psicologo e un altro medico consultato in seguito il trauma vissuto da Ford durante la violenza era stato talmente grave da determinare il cattivo sviluppo della sfera emotiva della donna negli anni successivi.

Mentre Christine, quindi, cercava di combattere con i demoni del passato la carriera di Brett sembrava inarrestabile arrivando prima a lavorare per l'amministrazione Bush e poi a essere designato per la Corte Suprema.

Perché parlarne solo ora

È stato proprio quando è stato fatto il nome del giudice Kavanaugh come membro del supremo organo giuridico americano che la Ford, così come era la Ramirez, ha deciso di parlare e di rendere pubblico il suo vissuto. La scelta di scrivere la lettera a una parlamentare californiana mantenendo la propria identità segreta è stata dettata dall'imbarazzo che ancora oggi la donna prova. 

Da inizio estate a oggi, però, il tam tam dell'ombra delle molestie su Kavanaugh (e il suo potenziale risvolto politico) è passata di bocca in bocca tra i democratici per arrivare fino alle orecchie della più importante senatrice democratica nella commissione Giustizia, Dianne Feinstein.

Feinstein ha parlato in prima persona e privatamente con Ford consigliando alla donna di uscire allo scoperto per chiedere giustizia. Da qui la scelta di rivelarsi pubblicamente. Oltre alla lettera la donna ha allegato anche i pareri dei medici che l'hanno ascoltata confermando la gravità del trauma subito.

Dal canto loro sia il giudice Kavanaugh sia l'amico d'infanzia Mark Judge avevano da subito respinto ogni accusa. Stessa cosa ha fatto Kavanaugh in merito alle accuse di Deborah Ramirez tramite un comunicato pubblicato dal New York Times.


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