Esteri

Pena di morte negli Usa: otto esecuzioni con la "data di scadenza"

Verranno giustiziati tutti ad aprile perché uno dei veleni letali, alla fine del mese, non sarà più utilizzabile. Succede in Arkansas

Iniezione letale

Luciano Lombardi

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Lo Stato dell'Arkansas, per bocca del suo governatore, Asa Hutchinson, ha comunicato al mondo che tra poco più di un mese, per l'esattezza il 17, il 20, il 24 e il 27 di aprile, otto condannati a morte (uomini, quattro afroamericani e quattro di razza bianca) saranno giustiziati. E' la prima volta, da quando la pena di morte negli Usa è stata re-introdotta dalla Corte Suprema, che uno Stato americano compie un così alto numero di esecuzioni nel corso dello stesso mese.

Ciò che di questa decisione lascia interdetti, è la ragione che sta a monte di tale "mattanza" a distanza così ravvicinata di tempo.

Un motivo inquietante
Non si tratta infatti di un cambio di approccio dell'Arkansas nei confronti della pena di morte o di qualche ragione contingente legata allo status giuridico dei condannati, bensì di una semplice e, si fa per dire, banale ragione pratica: il veleno necessari all'iniezione letale che porrà fine all'esistenza degli otto detenuti nel braccio della morte sono in scadenza. E si tratta di una sostanza di difficile reperibilità a causa del boicottaggio internazionale delle industrie farmaceutiche.

Si tratta, per l'esattezza, del midazolam, il sedativo che viene somministrato per far perdere conoscenza ai condannati prima degli altri due che, rispettivamente, provocano insufficienza respiratoria e arresto cardiaco. La scorta in dotazione allo Stato dell'Arkansas scadrà, infatti, il 30 aprile.  

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