Esteri

Chi sono i pattinatori della Corea del Nord alle Olimpiadi

Tutto sui due giovani atleti che partecipando ai Giochi invernali potrebbero portare a un primo dialogo tra il Pyongyang e Seul

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Chiara Degl'Innocenti

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Che potere ha lo sport sulla politica? Se i colloqui sulle Olimpiadi (e non solo) andranno a buon fine, per Seul e Pyongyang potrebbe aprirsi uno spiraglio di luce. Quindi la risposta è, parecchio. Parlare di pace è un po’ prematuro, ma nell’attesa di un probabile incontro che forse si terrà il 9 gennaio tra le massime cariche delle due coree, i riflettori sono puntati su due pattinatori nordcoreani che per la loro bravuta sono arrivati alle qualificazioni.

I loro nomi sono Ryom Tae Ok e Kim Ju Sik e sono le promesse nordcoreane che, qualificate per i Giochi invernali in Corea del Sud appunto, potrebbero diventare il ramoscello d'ulivo grazie al quale Kim Jong-un potrebbe dare il via a una tregua con il presidente del Sud.


 

Ora la coppia, 18 anni lei e 25 lui, spera di volare in Corea del Sud e di poter colmare quegli 80 chilometri appena che li divide dagli altri atleti di tutto il mondo. Una speranza, sì, perché per presentarsi nell'ovale olimpico a febbraio i due avranno bisogno di un invito speciale da parte del Comitato Olimpico Internazionale (visto che il dittatore nordcoreano non ha dato l'ok agli atleti di casa per la loro partecipazione alle gare entro il termine ultimo fissato per il 30 ottobre 2017).

I successi dei due pattinatori

E mentre i leader cercheranno, forse, un accordo al momento sono i successi a parlare per i due atleti: una medaglia di bronzo nel 2017 agli Asian Winter Games e un posto in prima fila per i Giochi di Pyeongchang. Arrivati sesti al Nebelhorn Trophy, in Germania, il lavoro di Ryom e Kim inizia anni fa per concludersi quest’estate con un duro allenamento a Montreal, sotto la direzione del franco-canadese Bruno Marcotte, che li ha seguiti fino alle qualificazioni. "Mi chiedevano sempre se potevano avere la possibilità di qualificarsi, se erano abbastanza bravi", ha raccontato il tecnico che li ha accompagnati anche in Germania quando i due giovani sono riusciti nell'impresa. I ragazzi, pur avendo un programma semplificato, sono riusciti infatti a ottenere per la loro performance un punteggio totale di 180.09, con un sesto posto tra coppie internazionali. 

Secondo quanto raccontato dall'allenatore Marcotte, i due non hanno avuto problemi con l'allenamento. Dopo aver trovato una soluzione ai visti di permanenza temporanea, hanno dovuto affrontare alcune difficoltà di ordine pratico: "Ho dovuto garantire per loro perché non avevano una carta di credito. Quindi non potevano neanche prenotare un hotel", ha detto Marcotte. Non solo. "Non avendo la patente non potevano girare ne alloggiare ovunque a Montreal". Quindi sono stati ospitati nel condominio di un ex studente e, con un breve preavviso, hanno seguito "un programma di formazione iedato per loro".

Ed è con quello che Ryom e Kim si sono presentati alla gara in Baviera, dove hanno scelto di esibirsi sulle note di 'Je ne suis qu'une chanson' di Ginette Reno conquistando la giuria. Ora i due giovani atleti sognano Seul e di essere, lì, "una chance rivoluzionaria" verso la pace, come ha commentato il presidente sudcoreano Moon Jae-in e come spera il resto del mondo.

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