Redazione

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8 gennaio 2016

Mistero sempre fitto sull'identità dell'uomo ucciso giovedì mattina mentre si dirigeva, con un coltello in mano, verso il commissariato del 18/o arrondissement parigino.

Il nome di Sallah Alì, 20 anni, marocchino, diffuso dopo la sua morte, è quello che l'uomo fermato per furto nel 2013, comunicò alla polizia. Ma il testo di rivendicazione a nome di Daesh, trovatogli in tasca, comincia con la frase "Je suis Abou..." (Io sono Abou...), e poi si legge un nome diverso, Tarek B., e alla terza riga si parla della città di "Tunisi".

Sallah Alì, presunta identità alla quale corrispondono le impronte digitali del cadavere, aveva dunque detto nel 2013 all'epoca del fermo di essere marocchino, nato nel 1995 a Casablanca, in Marocco, e in quel momento senza fissa dimora. Ma tale identità non è ancora confermata.

È stato identificato l'uomo ucciso giovedì dalla polizia nei pressi di un commissariato del 18° arrondissement a Parigi.
Si tratta di un marocchino di 20 anni. L'uomo era un pregiudicato, noto alla polizia per essere stato arrestato dopo un furto commesso nel 2013. La dinamica dell'accaduto non è ancora chiara. Pare che l'uomo si sia avvicinato agli agenti che si trovavano davanti alla stazione della Police Nationale brandendo un coltello di grosse dimensioni (c'è chi parla di un coltello da macellaio, chi di un machete). A quel punto è stato abbattuto dai poliziotti.

Nel testo di rivendicazione che gli è stato trovato addosso, si fa riferimento a un "atto per vendicare i morti in Siria", e giura fedeltà all'autoproclamato califfo dell'Isis, Al-Baghdadi

Il punto
Esattamente un anno dopo gli attentati contro la redazione parigina di Charlie Hebdo, e a meno di un mese e mezzo dalle stragi del 23 novembre, Parigi è di nuovo nella morsa della paura per il terrorismo.

Una capitale perennemente in stato d'emergenza, con la popolazione abituata orami a vivere con l'ululato incessante delle sirene e la certezza di nuovi attentati.

Nel quartiere della Goutte d'Or, uno dei più poveri e disagiati, a due passi da siti di grande richiamo turistico come Montmartre e la Basilica del Sacro Cuore, c'è rabbia e sgomento.

Qui, nel cuore del diciottesimo arrondissement, lo stesso che avrebbe dovuto colpire Salah Abdeslam, che intorno alle 11.30 il presunto terrorista marocchino di vent'anni, con jeans, giubbotto, scarpe da ginnastica, è stato abbattuto davanti al commissariato di zona.

"Quando ho sentito aprire il fuoco mi sono subito avvicinata alla finestra. Ho visto un uomo a terra, non si muoveva più. Era morto", racconta Souhila, un'abitante della Rue de la Goutte-d'Or, terrorizzata come tanti altri parigini per quanto accade nella loro città.

La Police Nationale ha subito bloccato l'intero quartiere noto per i suoi vecchi caffè frequentatissimi dai musulmani, il mercato di Barbe's, e i negozi halal.

Bloccato il traffico delle linee due e quattro della metropolitana. Nella zona sorvegliata a vista da centinaia di agenti armati sono arrivati gli artificieri e un robot ha ispezionato il cadavere del presunto jihadista con in tasca una rivendicazione dell'Isis.

Ma in quella che è una delle zone più multietniche di Parigi - è qui che qualche anno fa Marine Le Pen incendiò gli spiriti denunciando le preghiere in strada alla Rue Myrha - molti abitanti non credono alla versione della polizia.

I dubbi sulla versione della polizia
"Ero a pochi passi da lì. Quell'uomo non ha avuto in alcun modo un atteggiamento aggressivo", racconta in lacrime Charlotte, una testimone della sparatoria, aggiungendo: "Ho visto perfettamente quell'individuo avvicinarsi agli agenti schierati all'ingresso del commissariato. Gli è stato chiesto di indietreggiare - ha aggiunto - lui all'inizio ha fatto due passi indietro, poi però ha ricominciato a dirigersi verso di loro. Non correva, aveva le mani alzate e soprattutto nessun coltello, forse l'ha lasciato cadere prima non so, ma posso assicurarvi che in quel momento non era armato. La polizia ha comunque aperto il fuoco uccidendolo con tre colpi".

La psicosi attentati
Come tanti altri testimoni la ragazza stravolta dice anche di non averlo mai sentito gridare "Allah Akbar", Allah è grande, come riportato da tutte le testimonianze ufficiali e denuncia una "psicosi" che ormai investe non solo gli abitanti di Parigi ma anche le stesse forze dell'ordine alle prese con una missione difficilissima in cui è sempre più difficile mantenere i nervi saldi.

Alla Goutte-d'Or i bimbi di due scuole materne a due passi dal commissariato sono rimasti "confinati" in classe per almeno due ore. Intorno alle quattordici la polizia ha consentito ai genitori di andare a recuperare i figli, controllandoli uno ad uno. Alcuni hanno ricevuto l'assistenza dei pompieri e delle cellule di sostegno psicologico.

Altre testimonianze parlano delle grida degli agenti che al momento della sparatoria ordinavano ai passanti di rifugiarsi nei negozi che hanno subito provveduto ad abbassare le saracinesche.

Moltissimi abitanti, tra cui anziani e disabili, sono rimasti fuori casa per diverse ore, almeno fino al primo pomeriggio, quando la polizia ha cominciato a riaprire progressivamente le strade intorno alla Goutte d'Or.

È proprio nel diciottesimo arrondissement che avrebbe dovuto colpire Salah Abdeslam, il terrorista ancora in fuga membro del commando degli attacchi di venerdì 13 novembre. Per motivi ancora ignoti, il ricercato numero uno che alcuni danno ormai in Siria decise all'ultimo di non passare all'azione e di fuggire verso Bruxelles. E però, nella rivendicazione dell'Isis probabilmente preparata prima degli attacchi, questo quartiere di PARIGI veniva citato come uno degli obiettivi. Ma oggi, a un anno esatto dagli attacchi a Charlie Hebdo, a ripiombare nel terrore è Parigi tutta intera. (Ansa)

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live blogging

Ore 17:30 - Messaggi "in arabo e tedesco" sono stati ritrovati nel cellulare dell'uomo ucciso oggi fuori da un commissariato a Parigi, armato di un coltello da macellaio e con una finta cintura esplosiva. Lo rende noto la tv BFM citando fonti vicine agli inquirenti.

Ore 16:30 - Sul corpo dell'uomo è stato trovato un pezzo di carta con disegnata la bandiera dell'Isis e una rivendicazione manoscritta in arabo.

Ore 15: 30 - L'uomo ucciso dai poliziotti poco prima di mezzogiorno a Parigi, davanti a una stazione di polizia nel 18° arrondissement, sarebbe stato armato di un coltello da macellaio o di un machete. Lo riferiscono fonti dell'inchiesta. L'arma, che alcuni testimoni affermano di non aver visto in mano all'uomo, è visibile in una fotografia scattata da una giornalista che abita di fronte e che ha immortalato la scena. Il grosso coltello appare abbandonato vicino al corpo dell'uomo ucciso, nel canaletto di scolo fra il marciapiede e la strada. L'uomo dell'apparente età di 30 anni non è ancora stato identificato.

Ore 14:45 - Secondo una testimone della sparatoria, l'uomo ucciso "non ha avuto in alcun modo un atteggiamento aggressivo": lo ha riferito in lacrime ad alcuni giornalisti sul posto, Charlotteuna donna che era sul luogo.

"Ero a pochi metri di distanza. Ho visto perfettamente quell'individuo avvicinarsi agli agenti schierati all'ingresso. Quelli gli hanno chiesto di indietreggiare - ha aggiunto - lui ha fatto due passi indietro, poi ha ricominciato a camminare verso di loro. Aveva le mani alzate e nessun coltello. Ma la polizia ha aperto il fuoco uccidendolo con tre colpi".

14:00 -  "Agiva in modalità Isis" - Il terrorista che questa mattina ha tentato di colpire il commissariato del XVIII Arrondissement ha agito secondo le modalità impartite dallo Stato Islamico. Lo ha detto Rocco Contento, sindacalista della Polizia, rivolgendosi ai giornalisti a pochi metri dal luogo del fatti. Il responsabile della Polizia ha anche riferito che "il terrorista ha tentato di colpire un agente schierato a protezione del commissariato con diversi colpi di coltello". Il poliziotto ha quindi aperto il fuoco e lo ha abbattuto.

Ore 12:00 - Un uomo è stato ucciso mentre attaccava un commissariato di polizia a Parigi, nel 18esimo arrondissement.

Secondo i testimoni citati dai media francesi, l'uomo avrebbe gridato "Allah Akbar" mentre si scagliava contro gli agenti armato di coltello.

In un primo momento era circolata la notizia che l'uomo indossasse una cintura esplosiva. Le ultime informazioni sostengono invece che la cintura fosse finta.

Il fatto, che ha suscitato allarme in città, ha avuto una notevole risonanza a Parigi anche perché oggi cade l'anniversario della strage di Charlie Hebdo. Questa mattina il presidente Hollande, in un discorso in Prefettura, ha ribadito lo stato di massimo pericolo per attacchi terroristici con il quale la Francia deve abituarsi a convivere.

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