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Il Papa ha lanciato ieri un forte appello per la liberazione di padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita rapito due anni fa in Siria, come pure dei vescovi ortodossi e delle altre persone sequestrate nelle zone di conflitto. Per questo Francesco ha auspicato "il rinnovato impegno delle autorità locali e internazionali".

E oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ribadire l'impegno per la sua liberazione, e dei tecnici rapiti in Libia: "Voglio ribadire il massimo impegno di tutti per restituire alla libertà e all'affetto dei loro cari i quattro tecnici italiani rapiti in Libia. E l'impegno italiano resta massimo anche per padre Dall'Oglio".

"Tra qualche giorno ricorrerà il secondo anniversario da quando, in Siria, è stato rapito padre Paolo Dall'Oglio", ha detto ieri il Pontefice all'Angelus in un'assolata Piazza San Pietro, rivolgendo "un accorato e pressante appello per la liberazione di questo stimato religioso".

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"Non posso dimenticare anche i vescovi ortodossi rapiti in Siria - ha aggiunto - e tutte le altre persone che, nelle zone di conflitto, sono state sequestrate". "Auspico il rinnovato impegno delle competenti autorità locali e internazionali", ha quindi affermato, "affinché a questi nostri fratelli venga presto restituita la libertà". Con affetto e partecipazione alle loro sofferenze, vogliamo ricordarli nella preghiera. E preghiamo tutti insieme la Madonna", ha concluso, recitando con i fedeli un'Ave Maria.

Migliaia di scomparsi

Dopo averlo ricordato in più di un'occasione, in particolare durante messe e incontri con i confratelli Gesuiti, questo è stato il primo appello pronunciato pubblicamente da Bergoglio per la liberazione del sacerdote romano, promotore per trent'anni in Siria della convivenza tra cristiani e musulmani e poi scomparso il 29 luglio di due anni fa nella zona di Raqqa, probabilmente rapito da un gruppo jihadista, senza che da allora su di lui si sia più saputo niente di certo. "Tutti lo ricordiamo con grande amore, con grande simpatia, con grande stima: questo religioso che ha amato la Siria, che ha fatto molto per il dialogo interreligioso", ha commentato alla Radio Vaticana il nunzio a Damasco, mons. Mario Zenari. "Vorrei ricordare - ha aggiunto - che assieme a lui sono sequestrati e non si hanno notizie altri sei ecclesiastici tra cui due vescovi, fino all'ultimo sacerdote rapito un paio di settimane fa, qui nel Sud della Siria. Questi sette ecclesiastici fanno parte di migliaia, sono migliaia le persone scomparse senza lasciare alcuna traccia e con dolore per tantissime famiglie".

La Giornata mondiale della Gioventù

Al termine dell'Angelus, da lui dedicato all'episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci con un richiamo alla "logica della gratuità, della condivisione", perché "per quanto siamo poveri, tutti possiamo donare qualcosa", Papa Francesco ha voluto accanto a sé alla finestra dello studio pontificio un ragazzo e una ragazza, che lo hanno affiancato mentre, digitando su un tablet, si iscriveva "come pellegrino" alla Giornata Mondiale della Gioventù del luglio 2016 a Cracovia - dove lui stesso si recherà -, inaugurando così personalmente le adesioni che si aprono oggi via internet. "Celebrata durante l'Anno della Misericordia, questa Giornata sarà, in certo senso, un giubileo della gioventù, chiamata a riflettere sul tema 'Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia' (Mt 5,7)", ha spiegato, invitando "i giovani di tutto il mondo a vivere questo pellegrinaggio sia recandosi a Cracovia, sia partecipando a questo momento di grazia nelle proprie comunità". Prima di congedarsi dai fedeli, nella giornata in cui "la Chiesa ricorda i santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria e quindi i nonni di Gesu'", il Papa ha voluto infine "salutare tutte le nonne e tutti i nonni, ringraziandoli per la loro preziosa presenza nelle famiglie e per le nuove generazioni". "Per tutti i nonni vivi, ma anche per quelli che ci guardano dal cielo - ha concluso -, facciamo un saluto e un bell'applauso". (ANSA).

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