Per chi scappa dalla guerra spesso non ci sono alternative e, pur di fuggire dall'orrore della violenza, si rifugia in un altro paese che sta nelle stesse condizioni di quello di appartenza. Ossia in pieno conflitto. Questa la tragica realtà che solo nel 2015 ha coinvolto oltre 3 milioni e 790 mila rifugiati e richiedenti asilo.

Secondo Oxfam, l'organizzazione non governativa che da oltre 30 anni è impegnata nel migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono in povertà e esclusione nel mondo, tantissimi uomini, donne e bambini sono fuggiti in Paesi come lo Yemen, luogo dove nonostante un conflitto atroce che l'anno scorso ha causato 7.500 vittime ha visto arrivare oltre 277 mila persone in fuga da Eritrea, Etiopia, Iraq, Somalia e Siria. Oppure come la Siria stessa, che a fronte di una guerra in oltre 5 anni che ha causato milioni di sfollati interni e solo l'anno scorso 55 mila vittime, a fine 2015 ha ospitato oltre 550 mila rifugiati e richiedenti asilo da Iraq, Afghanistan e Territorio Occupato Palestinese.

Una chiara mancanza di alternative per milioni di profughi che ha coinvolto anche l'Iraq dove hanno cercato rifugio oltre 285 mila persone, il Sud Sudan dove ne sono arrivate più di 263 mila, l'Afghanistan che ne ospitava oltre 237 mila, il Pakistan dove sono fuggiti oltre 1 milione e mezzo di persone e l'Egitto dove hanno cercato salvezza oltre 250 mila rifugiati.

Numeri che rivelano un quadro drammatico: "Il fatto che molte persone fuggono da conflitti solo per ritrovarsi in paesi anch'essi dilaniati da violenza e persecuzioni, dimostra la mancanza di alternative per molti rifugiati", afferma la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti. "Si tratta spesso di intere famiglie, già traumatizzate e distrutte dall'orrore della guerra oppure di minori costretti lasciare da soli il proprio paese, che meritano l'opportunità di un futuro migliore".

A New York Oxfam, 0, chiederà a tutti i leader di governo che parteciperanno ai summit di assumere un impegno deciso rivolto ad una condivisione degli sforzi per garantire accoglienza e protezione ai milioni di persone costrette nel mondo ad abbandonare le proprie case alla ricerca di un rifugio sicuro.

"I Paesi ricchi devono individuare soluzioni ambiziose per affrontare in modo condiviso una crisi epocale che coinvolge un numero senza precedenti di uomini, donne e bambini in tutto il mondo, ha concluso Bacciotti. "Fino a quando i leader mondiali non mostreranno la volontà politica di affrontare alla radice le cause dei conflitti e della violenza che si ripercuote in primo luogo sulla popolazione, non faremo che assistere alla crescita delle migrazioni forzate che stanno coinvolgendo milioni di persone".

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