Orrore a Londra, una madre usa la figlia come incubatrice

A 14 anni la costringe a restare incinta tramite lo sperma di un donatore acquistato su internet

Alcuni bambini delle scolaresche genovesi nel loggiato superiore di Palazzo Ducale in occasione della Giornata Universale dei Diritti dell'Infanzia. La mostra organizzata dall'Ambasciata di Israele e Centro Primo Levi su "Janusz Korczak", il medico ebreo morto a Treblinka e universalmente considerato il padre dei diritti del bambino, 20 novembre 2012 a Genova. (Credits: Ansa/Luca Zennaro)

Anna Mazzone

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Costretta a restare incinta a 14 anni attraverso lo sperma di un donatore acquistato su internet da sua madre. La storia ha scioccato il Regno Unito, che è rabbrividito di fronte a un simile orrore. Tutto è nato quando una donna con già 3 figli frutto di adozioni internazionali ne ha richiesto un quarto. Il giudice glielo nega, ma lei non demorde e obbliga la figlia più grande a prestarsi come "surrogato".

La bambina fa da incubatrice per paura delle reazioni della madre. La gravidanza viene pianificata a 13 anni. Ha un primo aborto a 14 anni, ma poi a 16 partorisce un bambino, attraverso lo sperma fornito online dalla Cryos , una banca del seme internazionale con sede in Danimarca. Ma alla nascita del bambino la storia viene scoperta dai media e la madre processata per direttissima e condannata a cinque anni di carcere, dopo aver confessato il reato di "crudeltà su minori". I nomi della vicenda restano segreti, anche per preservare la mamma-adolescente e il piccolo appena nato.

E ora ci si interroga come un orrore del genere sia stato possibile. Come hanno fatto i servizi sociali a non accorgersi di cosa stava accadendo? Come è possibile che una madre arrivi a tanto, pur di avere un altro figlio? Panorama.it lo ha chiesto ad Anna Merolle, psicoterapeuta e presidente del CentroPsicologicoRoma per la tutela delle donne e dei minori, che proprio l'8 maggio terrà un convegno presso la Camera dei Deputati dal titolo "Ti amo...da morire. Luci e ombre del femminile".

Dottoressa Merolle, come possiamo spiegare l'atto orribile di questa madre nei confronti di sua figlia?

Quello che ha spinto questa donna ad agire in un modo simile è quello che succede quando si percepisce e si vive la maternità come un fatto puramente narcisistico. Nonostante già avesse tre figli adottivi ne desiderava un altro. Ma questo desiderio non era chiaramente un atto d'amore nei confronti di un bambino. Le personalità come la madre inglese non vedono l'altro, non ragionano in termini di empatia, ma pensano solo e unicamente al proprio bene, alla propria soddisfazione.

Una madre del genere è da considerare sana di mente?

No, è un individuo borderline con tendenze schizofreniche. Non è certamente una persona equilibrata e supera il confine dell'altro, essendo in grado di compiere qualsiasi gesto pur di soddisfare la propria pulsione narcisistica e ottenere la gratificazione che cerca. Una donna così non desidera dei figli perché li ama, ma vuole dei bambini solo e unicamente per gratificare il proprio ego. E' una forma di possesso, non di amore.

Che effetti può avere questa storia sulla bambina, che ha da poco partorito un figlio?

I bambini adottati sono disposti a tutto pur di ricevere l'amore dei genitori e non rischiare di essere nuovamente abbandonati. E' per questo che la ragazzina non è riuscita a dire di no a a sua madre. Ma resta il fatto che ha subito una violenza e che questa violenza in lei ha aperto una ferita profonda. Dovrà "ricostruirsi", attraverso un grande sforzo e con il sostegno di persone esperte, di terapeuti. Dovrà ricostruire la sua dignità di donna, recuperare la fiducia in se stessa, superare il trauma di una violenza orribile, che proprio sua madre le ha inflitto.

Ma è possibile che i servizi sociali non si siano accorti di nulla?

E' molto strano che nessuno sia intervenuto per aiutare questa bambina. In qualsiasi parte del mondo, e quindi anche in Gran Bretagna, i bambini adottati sono per così dire "monitorati" con un'attenzione particolare, proprio perché sono più deboli psicologicamente rispetto ai figli naturali. E' però possibile che la madre abbia mostrato un volto diverso ai servizi sociali, che li abbia in qualche modo presi in giro, dimostrando di essere una persona sana e quindi incapace di creare simili problemi. D'altronde aveva già 3 figli adottivi, indice che i servizi sociali l'avevano giudicata idonea a fare la mamma.

In Italia potrebbe accadere una storia del genere?

Non credo. Da noi esistono norme molto rigide di controllo sui bambini adottati e la legge italiana sulla fecondazione assistita è più intransigente rispetto alle norme che vigono nel Regno Unito. La bambina a 14 anni ha avuto un aborto, in teoria avrebbe dovuto scattare l'allarme su quello che le stava succedendo. A scuola, piuttosto che tra le sue amiche, qualcuno avrebbe dovuto accorgersi che c'era qualcosa che non andava. Invece, purtroppo, sembra che nessuno abbia percepito cosa stesse accadendo e la bambina è rimasta completamente sola a gestire questa orribile situazione e questa violenza perpetrata da sua madre. Ci vorrà molto tempo perché riesca a ricostruirsi e a chiudere questa terribile ferita.

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