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Migliaia in piazza a Orlando
martedì 14 giugno 2016 - Migliaia di persone sono scese in piazza ieri sera per ricordare le vittime della strage del Pulse. Davanti al Phillips Center for Performing Art, in una delle piazze maggiori di Orlando, mostrando dolore e solidarietà, lanciando un messaggio di unità al di là della religione, della razza e dell'orientamento sessuale. E di forza: ''non cederemo alla paura''. Sul palco, oltre al sindaco Buddy Dier, rappresentanti della comunità gay e di quella musulmana, ma anche alcuni dipendenti del Pulse, che si impegnano a riaprire il locale il prima possibile. 

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Molti i colori arcobaleno, molte le magliette che invocano la fine dell'uso delle armi. Sfilano molti cartelloni con le scritte "OrlandoStrong" e "Love conquers Hate" (l'amore batte l'odio). Al tramonto la vicina chiesa metodista della First United Methodist Church suona per 49 volte la campana, in segno di rispetto per le 49 vittime del pulse. Candele, fiori e commozione fra le migliaia di persone in piazza.

L'imam chiede la fine della violenza
L'imam Muhammad Musri, presidente della Islamic Society of Central Florida, chiede unità e condanna l'attacco come "un''atrocità''.
''Serve una riforma sulle armi d'assalto'' aggiunge fra gli applausi del pubblico. ''Non vogliamo più massacri come Charleston. Siamo stanchi di massacri come San Bernardino. Siamo stanchi di massacri come quello di Orlando''.

''Basta alla violenza'' gli fa eco un leader della comunità ispanica, invitando a dire basta alle armi. Dal pubblico si alzano anche in questo caso grida di sostegno. ''Siamo stati colpiti, ma non siamo soli, questo - afferma il direttore della maggiore organizzazione Lgtb di Orlando - ci renderà più forti''. 

L'arcobaleno colora il lutto nel mondo

Dal Municipio di Tel Aviv a quello di New York e di Barcellona, dalla Grand Place di Bruxelles alla Tour Eiffel di Parigi, il mondo si è colorato nelle ultime ore delle tinte della bandiera arcobaleno, la rainbow flag, simbolo del Movimento LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). Per esprimere vicinanza alla comunità colpita dall'orribile strage nella discoteca gay, in molte altre piazze delle grandi città del pianeta si sono radunati gruppi più o meno grandi he hanno partecipato a veglie di preghiere o solidarietà.

Il lutto a Orlando
lunedì 13 giugno 2016 - La città di Orlando, in Florida, ha ricordato nella notte di domenica le vittime della strage nel club gay Pulse. Sfidando l'allerta della polizia, che ha messo in guardia dall'affollarsi in grandi raduni, diverse centinaia di persone si sono raccolte lungo le rive del lago Eola: hanno acceso candele e lasciato girasoli e un musicista ha suonato un canzone per onorare le vittime: almeno 50 morti e 53 feriti.

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Altre veglie di preghiera si sono tenute anche negli ospedali dove sono ricoverate le vittime e dove i parenti distrutti hanno atteso per ore notizie sui loro cari. Il governatore della Florida, Rick Scott, ha partecipato a una messa in memoria delle vittime della strage. "Il mio cuore è con le vittime e i familiari", ha detto in spagnolo, il governatore dall'altare della Chiesa del Calvario dinanzi a migliaia di fedeli, in gran maggioranza di origine ispanica, esattamente come si prevede siano la gran parte delle vittime nel club gay, che celebrava una Noche Latina.

La comunità LGBT
Choc, dolore, sdegno. Sono le parole che si rincorrono sul web e nella comunità Lgbt di tutto il mondo dopo la strage di Orlando, una carneficina avvenuta proprio nel mese del Gay Pride che negli Stati Uniti celebra con parate e cerimonie le conquiste per i pari diritti. "La nostra comunità è stata attaccata in un brutale atto di violenza", "Siamo sotto choc e addolorati per la terribile perdita di vite umane" si legge sulla pagina Facebook dell'Orlando Pride, da cui rimbalza un appello a donare sangue per i feriti: "C'è un urgente bisogno di O Negativo O Positivo e AB Plasma" si spiega aggiungendo i numeri telefonici e i centri medici a cui rivolgersi. 

Il Gay Pride di Los Angeles
Nel giorno della strage di Orlando, a Los Angeles, in California sfilava l'orgoglio gay: poche ore dopo il massacro la comunità LGBT locale si riversava nelle strade a chiudere tre giorni di festeggiamenti del Gay pride. L'ambiente festoso si è tinto di mestizia: rivendicando il rispetto e la tolleranza per tutti, le migliaia di persone sfilate a West Hollywood, hanno ricordato le vittime del Pulse. La parata è cominciata con un minuto di silenzo e un piccolo altare con cinquanta candele in ricordo delle vittime è stato collocato all'incrocio tra Crescent Heights e Santa Monica Boulevard. 

"Siamo qui per sfilare, celebrare ed essere in lutto", ha sintetizzato il sindaco, Eric Garcetti. Il primo cittadino ha confermato che nelle prime ore di domenica era stato arrestato un uomo "fortemente armato" a Santa Monica e che il giovane aveva dichiarato alle autorità la sua intenzione di andare alla sfilata dell'Orgoglio Gay di Los Angeles. Sull'accaduto indaga l'FBI, ma l'arrestato, James Howell, non dovrebbe avere relazioni con quanto successo a Orlando.

Bandiere a mezz'asta
Non solo in tutte le sedi istituzionali negli USA, ma anche in tutte le Ambasciate e gli uffici consolari statunitensi nel mondo: il presidente Barack Obama ha ordinato di esporre le bandiere nazionali a mezz'asta fino al 16 giugno, "in segno di rispetto per le vittime della strage di Orlando". Sull'ambasciata Usa a Roma, accanto alla bandiera a mezz'asta, campeggia quella arcobaleno, che in realtà era stata issata precedentemente alla strage, in vista del Gay Pride capitolino. 

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