Oregon: i cow boy-miliziani e il mito del vecchio west

La rivolta degli allevatori affonda le radici in una leggenda: la conquista del West come epopea individuale, senza l'aiuto del governo federale

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Ammon Bundy, il leader della rivolta dell'Oregon e del Nevada arrestato ieri – Credits: JUSTIN SULLIVAN/GETTY

Paolo Papi

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Ammon Bundy, il leader delle milizie paramilitari americane che avevano occupato dallo scorso 3 gennaio 2016 il Malheur National Wildlife Refuge, una riserva federale situata a sud di Burns (Oregon), non è esattamente un signor nessuno da quelle parti.

È un uomo piuttosto popolare tra gli allevatori del Nevada, lo Stato di cui è originario. Nell'aprile 2014, nella cittadina di Bunkerville, Bundy - arrestato ieri con i suoi due fratelli - aveva inscenato una clamorosa protesta contro i ranger chiamati a sequestrargli il bestiame dopo il rifiuto, suo e di tutta la sua famiglia, di pagare le tasse per il pascolo.

Anche allora - tra comizi, proclami contro la tirannia di Washington davanti alle telecamere e bandiere ultranazionaliste al vento - questo allevatore che si presenta sempre davanti ai fotografi con il cappellaccio da cow boy e il ghigno storto aveva chiamato a raccolta tutte le teste calde della sua organizzazione per rispondere all'intervento delle autorità. Quell'appello non è evidentemente rimasto lettera morta, benché la clamorosa protesta si spense, allora, senza le drammatiche conseguenze di ieri.

LE RAGIONI DEGLI ALLEVATORI
Il timore che la rivolta dei miliziani-allevatori potesse propagarsi dal sud-est rurale dell'Oregon fino al Nevada era però fondata. La rivolta dei cow-boy-pastori protagonisti del sanguinoso scontro a fuoco sulla strada che collega il sito federale dove erano asserragliati gli oltre 150 oltranzisti della milizia e l'ospedale di Burns ha infatti radici antiche da quelle parti. È nota negli Stati Uniti come la ribellione di Sagebrush, un conflitto secolare per il controllo da parte del governo federale di milioni di acri di terra in Oregon e in altri stati occidentali americani.

Gli allevatori della zona - anche quando non condividono le azioni più violente e clamorose dei miliziani del Citizens for Constitutional Freedom fondato dai Bundy - sono quasi tutti concordi nell'accusare Washington di voler negare il diritto al pascolo gratuito all'interno delle terre federali o di cacciare all'interno delle riserve naturali. Non è questione direttamente politica per loro, benché tutti i cowboy-miliziani arrestati ieri in Oregon facciano leva su parole d'ordine ultranazionaliste e antigovernative.

È questione, per gli allevatori della zona, di sopravvivenza oppure, in altri casi, di diritto naturale al pascolo e all'allevamento, come era stato per secoli - secondo loro - per i loro avi: tutti cacciatori di pelle, ricercatori d'oro, allevatori che, secondo una lettura assai diffusa da quelle parti, avevano contribuito a colonizzare quelle terre e bonificare il vecchio West dagli indiani, senza e in taluni casi contro il contributo dello Stato centrale. Il fatto che tutti i membri dell'organizzazione dei Bundy fossero anche di estrema destra non è insomma, a differenza di quanto sostengano i media statunitensi, il punto centrale di questa storia. Il punto centrale di questa rivolta è il mito della colonizzazione del West.

COW-BOY E IL MITO DEL WEST
Attorno all'antica diffidenza dei rancher e degli allevatori verso Washington c'è l'eco del rifiuto tutto americano dei soprusi dello Stato centrale, molto forte da queste parti. C'è il mito della conquista del west come epopea individuale e collettiva. C'è l'idea - dura a morire - che il vecchio West sia stato conquistato e colonizzato, fino a qualche decennio fa, solo grazie al sudore e all'intrapredenza degli americani bianchi. Senza aiuti del governo centrale.

In realtà è almeno dalla fine dell'800, dopo il genocidio indiano e l'esapansione dello Stato centrale, che il suolo e le terre nel  West sono in larga parte di proprietà federale. Che quel suolo, quelle acque vengono affittate agli allevatori. Che la colonizzazione del West - con la costruzione imponente di strade e dighe -  è continuata ad avvenire, assai di più di quella delle zone orientali, grazie all'espansione e ai soldi dello Stato centrale, come avverte lo stesso Gilberto Oneto, storico federalista.

Ma i miti resistono, spesso alimentati dalla cinematografia. E i fratelli Bundy - che hanno organizzato una milizia che conterebbe almeno centinaia di persone - ne sono la prova. Per loro, il mito del west è roba loro e dei loro avi: che diritto avrebbe lo Stato centrale di conculcare quei diritti conquistati con il sangue e il sudore dei loro progenitori? Perché pagare un affitto su qualcosa che considerano di loro proprietà? I miti, in America, sono duri a morire.

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