Il sì al matrimonio gay di Chelsea Clinton
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Il sì al matrimonio gay di Chelsea Clinton

La Nbc, la televisione per cui lavora, non manda in onda un video in cui la figlia della coppia "reale" d'America invita gli elettori di Washington a votare a favore del sì alle unioni omosessuali

Quel matrimonio (e questo filmato) non s'ha da fare, cara Chelsea. La figlia della coppia più potente d'America (dopo gli Obama), i Clinton  è stata protagonista di un video - curato da un'associazione per i diritti degli omosessuali - in cui dava il suo endorsement a favore dei matrimoni gay.

Programmato per essere mandato in onda nella campagna per i referendum a Washington (le altre consultazioin sul tema erano in Maine, Maryland e Minnesota, e si sono tenuti il 6 novembre, nell'Election Day), il video avrebbe dovuto essere trasmesso anche dalla NBC, uno dei più seguiti canali nazionali. Ma così non è stato. L'apparizione di Chelsea Clinton è stata censurata, secondo l'informatissimo sito di gossip politici Buzzfeed.

Il motivo? La Clinton è uno dei volti di quel canale televisivo ( ha avuto un contratto da giornalista) e i suoi dirigenti non hanno voluto che uno dei personaggi, protagonista del palinsesto della Nbc, assumesse su quelle antenne il ruolo di testimonial per una causa ancora così controversa come i matrimoni gay.

Attiva da tempo per questa causa, Chelsea Clinton è ora un'inviata speciale della televisione, ma molti dicono che il suo futuro sia in politica, per continuare la tradizione dei genitori. La madre, Hillary, lascerà il governo Obama per tentare l'avventura d ella presidenza nel 2016. Il padre, Bill, le farà da consulente, emnbter Chelsea, come è già avvenuto nel 2008, dovrebbe dare una mano ai due e - contemporaneamente - imparare come funziona una macchina elettorale. Poi, si vedrà quale sarà il suo destino, ma è evidente che punterà ad avere un ruolo pubblico.

Ma al di là della vicenda che vede protagonista Chelsea Clinton, la questione dei matrimoni gay è stata riportata alle cronache da un altro fatto, piuttosto curioso. Una bambina di 10 anni - che ha due papà, due genitori dello stesso sesso - ha scritto a Barack Obama per ringraziarlo per la sua frase sulle unioni gay e per chiedergli consigli su come comportarsi di fronte alle prese in giro dei suoi compagni di scuola, e il presidente gli ha risposto di persona, con una lettera autografa.

Obama dice a Sophie (è questo il nome della bambina) di rispondere ai compagni, ricordando loro che devono trattare le persone come loro vorrebbero essere trattati e la ringrazia per avergli scritto. Uno dei due papà della bambina, ha pubblicato la risposta del presidente su Facebook.

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Michele Zurleni

Giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

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