Obama: "L'uomo su Marte entro il 2030"

Il presidente americano scrive un articolo per Cnn in cui racconta le ambiziose sfide aerospaziali dei prossimi decenni

Barack Obama sotto la pioggia

Il Presidente Barack Obama – Credits: Official White House Photo/Pete Souza

«Uno dei miei primi ricordi è legato a un'immagine: io, sulle spalle di mio nonno, che sventolavo una bandiera mentre gli astronauti facevano ritorno alle Hawai.  Quell'immagine fu scattata anni prima che l'uomo mettesse piede sulla luna. Decadi prima che attereremo su Marte. Una generazione prima che le foto scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale potessero apparire sui feed dei nostri social network.

Oggi conservo lo stesso stupore di quando ero bambino nell'osservare il nostro programma spaziale. Questa è una delle ragioni per cui, nel mio primo discorso presidenziale al popolo americano, promisi che la scienza sarebbe tornata a essere un faro per la nostra Nazione. Nei miei primi mesi alla Casa Bianca la mia amministrazione fece il più grande singolo investimento nella ricerca aereospaziale della nostra storia.  Mi recai al Kennedy Space Center e chiesi che fosse rilanciato il programma spaziale affinché potessimo esplorare ancora meglio il nostro sistema solare e l'universo che ci circonda».  


È l'incipit dell'articolo che il presidente Barack Obama ha scritto stamane per  Cnn.

Un articolo dove l'inquilino della Casa Bianca, annunciando un prossimo grande happening sul tema della ricerca aereospaziale a Pittsbourgh, ridisegna una nuova, immaginifica e realistica, frontiera: colonizzare lo spazio in un prossimo futuro, per rispondere anche alle sfide - ecologiche, economiche, demografiche - sul pianeta terra. 

Obiettivo:

«Inviare esseri umani su Marte entro il 2030, consentendo loro di tornare in sicurezza sulla terra, con l'ambizione un giorno che possano rimanere a vivere lì per un lungo periodo di tempo. Arrivare su Marte richiederà una stretta collaborazione tra il governo e gli investitori privati. Entro i prossimi due anni le compagnie private invieranno per la prima volta nella Storia alcuni astonauti nella Stazione Spaziale internazionale».

Arrivare oggi sul pianeta rosso, secondo gli scienziati aereospaziali, sarebbe già possibile con le tecnologie in nostro possesso. La vera difficoltà è andare e tornare, a pieno carico di carburante: un'impresa attualmente impossibile, considerato il peso iniziale della navicella, che però secondo la Nasa potrebbe essere affrontata inviando in anticipo su Marte, ben prima dell'arrivo degli astronauti, i pezzi preassemblati  di un secondo veivolo in grado di ricavare il carburante estraendolo dall'atmosfera del pianeta rosso. 

Un altro problema riguarderebbe l'atterraggio, che sarebbe reso complesso dall'atmosfera, molto più leggera di quella della terra, e non in grado di frenare la navicella.

Tutti problemi sui quali gli scienziati - che stanno pianificando il Mars Ascent Vehcle - si stanno interrogando, pianificando soluzioni, ben sapendo che in casi come questi è vietato sbagliare. 

L'articolo di Obama cita i primordi della ricerca aereospaziale americana, racconta del recente ritrovamento dell'acqua su Marte da parte della Nasa, del rilevamento di alcuni pianeti simili alla terra che gravitano su stelle fuori dal nostro sistema solare,  dei corposi investimenti nell'esplorazione dello spazio da parte della sua amministrazione.


La chiusa è in perfetto stile obamiano.

«Un giorno spero di poter prendere mio nipote sulle spalle. Guarderemo le stelle con la medesima meraviglia di quando ero bambino, la medesima meraviglia che provano gli esseri umani dalla notte dei tempi. Ma invece di aspettare il ritorno di intrepidi esploratori aereospaziali, come allora, sapremo già molte cose per le scelte che abbiamo fatto ora. Non saranno, quegli intrepidi esploratori, andati nello spazio solo per visitarlo, ma per rimanerci e, rimanendoci, avranno reso anche migliore la vita sul pianeta terra».



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