Esteri

Obama, i bagni pubblici e i diritti degli studenti transgender

La Casa Bianca invia un messaggio alle scuole per invitare a rispettare le esigenze degli studenti, indipendentemente dal genere

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Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama all'incontro con i leader europei al Palazzo di Herrenhausen ad Hannover, Germania. All'incontro hanno partecipato David Cameron, Francois Hollande, Matteo Renzi e Angela Merkel. 25 aprile 2016 – Credits: Maja Hitij - Pool /Getty Images

L'amministrazione Obama ha suggerito ad ogni scuola pubblica del Paese di consentire agli studenti transgender di utilizzare il bagno che corrisponde alla loro identità di genere.

Ne scrive oggi il New York Times, in un articolo a firma di Matt Apuzzo, che avverte come la direttiva obamiana - che pure non ha forza di legge - contiene un'implicita minaccia per quei dirigenti scolastici che non intendono sottostare alle  direttive anti-discriminazione emanate dalla Casa Bianca: il rischio di dover affrontare cause processuali o in subordine il rischio di vedersi tagliati gli aiuti federali.

È prevedibile immaginare quali polemiche  politiche possa suscitare una direttiva di questa natura in un Paese dove attualmente la maggioranza repubblicana controlla il Congresso e il presidente viene percepito come un'anatra zoppa destinata a uscire presto di scena. «Nessuno studente americano deve avere la sensazione di non essere il benvenuto a scuola o nei campus» ha affermato John B. King Jr., il ministro dell'Educazione. 

Per ora i giudici americani non si sono mai espressi su quello che è ritenuto il cuore giuridico del problema: se la legge contro le discriminazioni sessuali in America si possa o meno applicare ai transgendere, a chiunque non si senta un'identità di genere che corisponde a quella anagrafica. Il cuore della contesa è oggi la battaglia legale contro lo stato conservatore del North Carolina, che ha recentemente emesso un decreto che prevede che i bagni pubblici siano utilizzabili dalle persone transgender, non in base alla loro percepita identità di genere, ma in base al certificato anagrafico. 

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