Esteri

Giappone tra nuovo imperatore e nuova era

Il 30 aprile Akihito abdicherà. Suo figlio Naruhito salirà sul Trono del crisantemo il primo maggio. E sarà un nuovo inizio

Akihito imperatore-giappone

Redazione

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In Giappone fervono i preparativi per la successione sul Trono del crisantemo. E il Paese del Sol levante si pone un interrogativo: come si chiamerà la nuova era imperiale? Già, perché a 85 anni, l'attuale monarca Akihito sarà il primo imperatore del Giappone moderno ad abdicare: l'ultimo a rinunciare volontariamente alla corona nipponica era stato il suo antenato Kokaku, nel 1817.  

Il 30 aprile il Tenno (ossia il sovrano celeste) passerà il testimone al figlio Naruhito, 59 anni, che il giorno dopo riceverà le insegne imperiali: la spada Kusanagi, lo specchio Yana no kagami e il gioiello ricurvo Yasakani no magatama.

Una mossa inusuale, quella del 125esimo imperatore del Paese del Sol levante, il primo a essere salito al trono, nel 1989, da essere umano e non da Dio. In seguito al cosiddetto rinnovamento Meiji, che nel 1869 riconsegnò il potere all'imperatore dopo gli otto secoli di dominio militare degli shogun, la corona nipponica dev'essere mantenuta fino alla morte del monarca: a differenza del passato, negli ultimi 150 anni l'abdicazione non era contemplata.
Ma Akihito, che il 24 febbraio ha celebrato il trentennale del suo regno, ha una salute precaria: nel 2003 era stato operato nel 2003 per un cancro alla prostata e nel 2012 gli era stato impiantato un by-pass aortico-coronarico. E già nel 2016 aveva annunciato la sua abdicazione, con la seguente motivazione: «Mi preoccupano le mie difficoltà a ricoprire le mie funzione di simbolo dello Stato».

Per riuscire a esaudire il desiderio del Tenno, il Giappone aveva dovuto promulgare una legge speciale, firmata il 19 maggio 2017 dal premier Shinzo Abe e approvata dal Parlamento il 9 giugno dello stesso anno. A partire dal prossimo primo maggio, dunque, Akihito sarà definito «emerito» (e sua moglie Michiko «emerita»), proprio come papa Benedetto XVI.

Risolto il problema dello status di Akihito, resta quello più prosaico del nome della nuova era imperiale, detta «gengo». Come ha scritto il quotidiano Le monde, «in linea di principio, un cambiamento di era interviene solo in seguito al decesso di un monarca». Ma la pratica di far coincidere un nuovo regno con un'era fu ufficialmente adottata nel 1889, in concomitanza con l'adozione della Costituzione.

Negli ultimi giorni dell’era Heisei («Pace ovunque»), che diventerà il nome postumo del Tenno, l’attenzione dei giapponesi è tutta concentrata sulla scelta del nome della nuova era. Le proposte di nomi verranno vagliati da una commissione di storici e letterati, nonché dal presidente e dai vicepresidenti delle due Camere che compongono la Dieta nipponica. Il nome prescelto sarà annunciato il primo aprile dal Segretario generale del governo Yoshihide Suga. Secondo fonti ben informate, rivela il Japan Times, «almeno un nome in lizza sarà ispirato alla letteratura giapponese classica».

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