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NSS americana: cos'è e come cambierà con Trump

Uno dei principali documenti operativi dell'amministrazione sarà "a muso duro" e capovolgerà gli ultimi 16 anni di politica estera

anniversario trump

17 luglio 2017: Trump con una mazza da baseball nello studio ovale durante la campagna "Made in America" – Credits: Getty Images

Negli ambienti che contano viene indicata con l’acronimo NSS. Per il resto del mondo è la National Security Strategy, uno dei principali documenti operativi dell’amministrazione americana che riguarda tutti i provvedimenti presi in materia di sicurezza.

L’annuncio, non smentito, riguarda proprio la NSS che Donald Trump e i suoi principali collaboratori (dai ministri ai vertici delle Agenzie d’intelligence) hanno unanimamente approvato e stanno ormai per rendere pubblica. L’America, accusata dagli amici come dai nemici di non avere più una bussola, tenta di dimostrare il contrario.

Cosa contiene

Fonti molto ben informate a Washington hanno lasciato trapelare che la nuova NSS sarà un documento hard-nosed, cioè “a muso duro”. Gli ultimi sedici anni di politica estera americana saranno messi in discussione. Se la matematica non è un’opinione qui non c’entra solo Obama, ma anche George W. Bush, che dal 2001 al 2009 è stato il campione (del mondo) dei conservatori.

Le luci

Trump arriva a questo punto della sua vita politica tra luci e ombre.

Le luci sono l’approvazione definitiva del Muslim ban (ammorbidito finché si vuole, ma convalidato dalla Corte Suprema), la storica riforma fiscale che sembra giunta in porto, i numeri dell’economia che gira e dell’occupazione che cresce. Poche storie: Trump è in sella.

Le ombre

Ma le ombre incombono: Rex Tillerson, il Segretario di Stato al quale si deve un ruolo importante nella concezione della NSS, solo pochi giorni fa sembrava diretto all’ufficio di collocamento; l’annuncio di spostare l’Ambasciata USA a Gerusalemme, conseguenza del riconoscimento della città santa come capitale d’Israele, lascia interdetti anche i più distratti; il Russiagate ogni giorno scalza una pedina e sembra puntare allo scacco matto, mentre la Cina continua ad orchestrare Kim Jong-un come la Russia Assad, a dispetto di una diplomazia USA in perenne e affannosa rincorsa.

Soft-power addio

L’imprevedibilità rimane poi il marchio di fabbrica di Trump: solo ieri l’annuncio che gli USA abbandonano l’accordo ONU sui migranti, il Global Compact on Migration, noto anche come Dichiarazione di New York, che aveva avuto in Barack Obama il principale ispiratore. Ed è proprio il soft-power di Obama che Trump intende lasciarsi alle spalle con la nuova NSS.

Meglio con o senza bussola?

Insomma Trump c'è, e piaccia o meno tocca a lui dettare la moda e le maniere. Certo quando avremo letto la NSS forse capiremo che si stava meglio prima, cioè con un’America senza bussola piuttosto che una nazione canalizzata verso scelte dirompenti per gli equilibri mondiali. Occhi puntati su Gerusalemme, ad esempio, e sulla rabbia araba pronta ad esplodere.

Anche chi non ama Trump deve però ammettere che la sua presidenza tiene il cervello allenato e porta spesso a ricredersi; perché se una cosa abbiamo capito in questo primo anno è che un documento fondamentale come la NSS, nell’ordine mentale di The Donald, vale quanto un tweet. Entrambi sono forze eguali e contrarie, capaci di inverarsi o di smentirsi nel volgere di un istante o di 140 caratteri. Insomma la NSS è importantissima ma #ancheno.

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