"Chiunque uccida un innocente, è come uccidesse l'intera umanità", Corano 5:32. A ricordarlo è un tweet collegato all'ashtag #NotInMyName che sta raccogliendo in rete - come già accaduto a inizio 2015, in occasione dell'attacco a Charlie Hebdo - la ferma condanna dei musulmani di tutto il mondo contro gli atti terroristici di Parigi.

Una condanna che arriva spontanea dai fedeli di tutto il mondo, senza "se" e senza "ma", e soprattutto senza ipocrisie o utopie di sorta. Come ad esempio nel caso di un tweet che non inneggia al pacifismo, ma ricorda quali sono le regole per la guerra dettate da Maometto...

 

Le reazioni ufficiali del mondo arabo
"Questi attacchi sono una violazione di tutte le etiche, le morali e le religioni": queste le parole con cui Adel al Jubeir, ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, ha commentato gli eventi di Parigi. Concetto ripreso anche dal suo omologo del Qatar che in una nota ha condannato " fermamente questi orribili attacchi, che vanno contro tutti i valori umani e morali.

Solidarietà e vicinanza alle vittime è stata invece espressa tanto dal presidente degli Emirati arabi, Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, quanto dal re di Giordania Abdallah e dall'emiro del Kuwait, Sheikh Sabah al Sabah, che ha voluto anche sottolineare come tali atti di terrorismo siano "contrari a tutti gli insegnamenti della fede sacra e ai valori umani".

Il presidente dell'Egitto Abdel Fattah al Sisi, il cui Paese - più volte vittima del terrorismo islamico - è stato recentemente colpito dall'attentato all'aereo russo esploso nei cieli del Sinai, ha invece dichiarato: "Simili attacchi non piegheranno la volontà dei Paesi che amano la libertà". Mentre in area europea, il presidente turco Erdogan ha espresso solidarietà a Hollande perché "come Paese che conosce molto bene il terrorismo, capiamo perfettamente la sofferenza che la Francia sta provando".

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