Già ribattezzata dalla stampa britannica "Granny the Ripper" ("la nonnina squartatrice" facendo il verso al piu' celebre Jack), Tamara Samsonova, 68 anni di San Pietroburgo, ha confessato di aver ucciso, smembrato e, la polizia russa teme, divorato almento 12 persone. Vittime di cui la nonnina seria killer teneva un diario - bizzarramente in russo, inglese e tedesco - in cui puntualmente descriveva cosa ne aveva fatto.

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Il diario

La polizia l'ha arrestata dopo il ritrovamento di diversi resti di corpi smembrati, incluso un busto privo di testa, in una tenda di doccia in un parco del quartiere Kupchino di San Pietroburgo (come nel romanzo Gorky Park di Martin Cruz Smith, raccontato nell'ominimo film con William Hurt). Le telecamere a circuito chiuso hanno permesso agli inquirenti di risalire alla casa della donna dove hanno trovato un seghetto macchiato di sangue oltre al macabro diario con tutti i particolari. "Ho ucciso il mio inquilino Volodya, tagliato a pezzi nel bagno con un coltello e quindi messo i pezzi del suo corpo in una busta di plastica per poi disfarmene", si legge in uno dei passi meno crudi del suo diario.

Gli psichiatri

Gli inquirenti ritengono possibile che la nonnina abbia mangiato parti dei corpi fatti a pezzi. L'ultima vittima, di cui era diventata amica, l'ha uccisa solo il mese scorso. La Samsonova, ex dipendente di un hotel, drogava le sue vittime per renderle inoffensive prima di ucciderle. La maggior parte erano inquilini che ospitava a pagamento nelle stanze libere della sua casa. La polizia sospetta che abbia ucciso anche il marito scomparso nel 2005. "Sono colpevole e merito di essere punita" ha dichiarato la donna al giudice prima di lanciare baci verso i giornalisti. Gli psichiatri stanno accertando se sia in grado di subire un processo o se si tratti di una tattica raffinata per sfuggire la condanna. (AGI)

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