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Mrs White, l'esperta di clima di Trump che di clima non sa nulla

Chi è Kathleen Hartnett White, neo responsabile della Casa Bianca per l'ambiente, che già sta mettendo in ridicolo Capitol Hill

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Kathleen Hartnett White, la consigliera per l'ambiente di Donald Trump in una foto del 2016 – Credits: GettyImages

Donald Trump deve aver un fiuto particolare per scegliere sempre il collaboratore… meno adeguato. Film già visto con Michael Flynn alla Sicurezza nazionale – da quella nomina si è scatenato il Russiagate – e con il portavoce Sean Spicer, e poi con tutta la lista di trombati eccellenti che il presidente prima nomina e poi deve rimuove per palese inadeguatezza. Ma forse questa volta Trump è riuscito a superarsi.

Infatti nei giorni di Cop23, la conferenza sul clima in pieno svolgimento a Bonn, la nomina voluta da Trump di Kathleen Hartnett White a responsabile della Casa Bianca per l’ambiente lascia quasi interdetti. Un video spopola già sui social media, rivelando l’imbarazzo dell’ultima arrivata e le sue idee, che dire in controtendenza suona troppo cortese.

Basta solo una di queste idee balzane per inquadrare il personaggio: i combustibili fossili non sono causa d’inquinamento, e anzi fanno bene all’ambiente! Attenzione: non si tratta di affermazioni manipolate dalla stampa liberal nemica di Trump, ma di dichiarazioni fatte in audizione a Capitol Hill e riportare in diversi articoli a sua firma.

Kathleen Hartnett White appare smarrita, non sa rispondere alle domande più elementari dei senatori che desiderano conoscere la posizione ufficiale dell’Amministrazione; legge le risposte (sbaglia a leggerle addirittura, dicendo “ho letto la riga sbagliata”), resta a bocca aperta e quando risponde lo fa per ammettere ignoranza su questo o su quel punto. In ogni caso una certezza rimane salda in lei: il cambiamento climatico potrebbe anche essere causato dall’uomo, ma non certo nella misura indicata dagli scienziati.

Trump insomma sembra aver trovato non solo l’anti ambientalista, forse ha trovato l’anti Galileo e noi non lo sappiamo ancora.

Chi è Kathleen Hartnett White

Eppure la White vanta un curriculum di tutto rispetto: ha studiato a Princeton, il cuore dell’Ivy League, cioè la crema delle università americane che da sempre sforna classe dirigente. E dopo Princeton, si è formata a Stanford. Infine è stata alla guida di una fondazione texana in tema ambientale, eppure sembra assolutamente impreparata per il ruolo di senior advisor alla Casa Bianca, specie nella stagione attuale, dove il Capo ha deciso di sferrare sul clima un attacco senza precedenti contro tutto e tutti.

La White non conosce alcuno studio scientifico sull’innalzamento della temperatura degli oceani e considera l’anidride carbonica un toccasana. Un suo documento del 2014, che evidentemente deve averle fatto guadagnare l’ammirazione di qualcuno, s’intitola The Fossil Fuels: The Moral Case, raccoglie pagine pseudo scientifiche dove le energie non (avete letto bene, non) rinnovabili sono descritte come fonte di ricchezza e salute per il pianeta. In un’altra pubblicazione posteriore il concetto viene espresso in maniera ancora più netta: i combustibili fossili sono, testualmente, “lifeblood” cioè la linfa vitale della vita moderna.

Forse in Europa la White avrebbe guadagnato il ridicolo sui giornali o fatto parlare di sé in qualche conferenza eversiva basata sulla tecnica comunicativa della provocazione iperbolica, invece in America ha trovato la più prestigiosa nomina della sua carriera.

Perché è una nomina preoccupante

È difficile capire cosa potremmo aspettarci dalla sua tenure. Ammesso che Trump non la licenzi al prossimo giro di epurazioni. Ma se dovesse confermarla nel ruolo, gli Stati Uniti avranno davvero molta strada, e tutta in salita, davanti al proprio cammino. Principalmente per ottenere credibilità coi partner internazionali, dal momento che la White appare totalmente inadatta al ruolo.

Vedremo dunque come la Casa Bianca commenterà il documento finale del Cop23; vedremo anzi se la White lo leggerà: a giudicare dai concetti che difende e dai concetti che ammette di non aver mai sentito nominare (l’innalzamento delle temperature, ad esempio) sembra che in fatto di clima la sua conoscenza si fermi, poveri noi, a livello del meteo.

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