Montenegro: la campagna balcanica della NATO che non piace a Mosca

Il Paese è stato ufficialmente invitato a far parte dell’Alleanza Atlantica. Un primo passo per accerchiare Mosca?

montenegro

Il ministro degli esteri montenegrino luksic con il segretario di Stato Kerry nell'ultimo vertice Nato in Belgio – Credits: GETTY IMAGES

Luigi Rossiello

-

Per Lookout news

 

La NATO ha invitato il Montenegro ad aderire all’Alleanza Atlantica. La decisione è stata formalizzata il 2 dicembre, in apertura della seconda giornata della riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles, dal segretario generale Jens Stoltenberg. Il Montenegro diverrà così il 29esimo paese della NATO.

Per quanto riguarda i tempi, lo stesso Stoltenberg si è detto fiducioso che il percorso di adesione si possa concludere all’inizio del 2017, al quale seguirà la procedura di ratificazione nei 28 parlamenti dei Paesi membri.

Il Montenegro potrà però da subito, già nel summit dei leader dell’Alleanza in programma nel luglio 2016 a Varsavia, partecipare senza diritto di voto a tutti gli incontri istituzionali della NATO.

 

La reazione russa
Mentre il governo montenegrino di Milo Djukanovic aveva già da tempo individuato l’ingresso nella NATO come una priorità strategica per il Paese balcanico, la popolazione montenegrina rimane, invece, divisa sull’adesione. Molti hanno ancora vivo il ricordo della campagna di bombardamenti dell’Alleanza, lanciata 17 anni fa nell’ambito dell’intervento in Kosovo quando il Montenegro faceva ancora parte della Jugoslavia.

La Russia, dal suo canto, ha definito l’allargamento della NATO nei Balcani, area in cui Mosca gode storicamante di relazioni privilegiate, una vera e propria provocazione. Dal Cremlino hanno fatto sapere che l’invito del Montenegro a far parte dell’Alleanza influenzerà sicuramente le relazioni tra la Russia e la NATO in termini di sicurezza.

Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha avvertito i leader politici del Montenegro che l’invito da parte dell’Alleanza potrà portare a serie misure di ritorsione.

La Russia interpreta l’allargamento della NATO nei Balcani come una vera e propria minaccia. La politica di Putin volta a dare un’immagine forte del Paese, non può accettare un simile smacco. Dal Cremlino fanno sapere come presto gli investimenti russi in Montenegro saranno ritirati e che i turisti russi saranno “incoraggiati” a scegliere altre destinazioni.

La presa di posizione di Podgorica, che fino a poco tempo fa si manteneva neutrale nel grande gioco di provocazioni tra il blocco occidentale e la Russia, è così per Mosca un atto molto serio.

 

La Nato nei Balcani
Il Montenegro è il primo Paese a essere stato invitato nella NATO dopo l’adesione della Croazia e dell’Albania nel 2009. Rappresenta, inoltre, il primo Paese ad aver subito un bombardamento NATO - durante la guerra del Kosovo - che aderisce all’Alleanza.

 Dell’area dei Balcani fanno già parte della NATO dal 2004 Slovenia, Bulgaria e Romania. Rimangono ancora fuori Bosnia-Herzegovina - che ha firmato nel 2009 un Membership Action Plan, sperando un giorno di poter intraprendere concretamente il processo di adesione - e la Macedonia, la cui situazione è in fase di stallo dal 2008 per la disputa sul nome avanzata dalla Grecia. Inoltre, per quanto riguarda Bosnia e Macedonia - ma lo stesso vale anche per la Georgia - nel corso della riunione del 2 dicembre a Bruxelles è stato ribadito l’impegno e la riconferma della dichiarazione di Bucarest che nel 2008 aprì le porte all’ulteriore allargamento della NATO nell’est europeo.

 Per ciò che concerne la Serbia, si può dire che seppure Belgrado abbia firmato nel gennaio del 2015 un Individual Action Plan, il Paese tende a rimanere neutrale nello scontro tra NATO e Russia. Almeno fino a quando non avrà ricevuto l’offerta che riterrà più conveniente.

© Riproduzione Riservata

Commenti