Redazione

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La Commissione Ue ha presentato la sua proposta per uno strumento per il sostegno finanziario d'emergenza "per operazioni di soccorso umanitario" all'interno dell'Unione europea da attivare in risposta a crisi eccezionali o disastri all'interno dell'Ue.

Lo strumento - ha spiegato il commissario per gli Aiuti umanitari Christos Stylianides - permetterà una risposta più mirata e veloce, in un momento in cui la crisi dei profughi in Europa ha raggiunto proporzioni senza precedenti, con gravi conseguenze umanitarie già visibili in Grecia.

"Con questa proposta - dice Stylianides - si mettono a disposizione 700 milioni di euro per portare assistenza dove è più necessaria. Ora sta ai governi e al Parlamento Ue dare una risposta veloce.

L'Esecutivo Ue proporrà a Parlamento e Consiglio Ue un emendamento urgente da 300 milioni per il budget 2016; altri 200 milioni saranno stanziati rispettivamente per il 2017 e il 2018.

La Grecia
La maggior parte del denaro sarà destinata alla Grecia. Ogni giorno arrivano duemila persone sulle spiagge greche. Donald Tusk, presidente del Consiglio d'Europa ha detto che questo aiuto alla Grecia sarà un test della nostra capacità di essere europei (Europeanness).

Oggi la frontiera fra Macedonia e Grecia è rimasta aperta per circa quattro, autorizzando l'ingresso di 170 profughi provenienti da Siria ed Iraq.
Circa 10mila persone rimangono bloccate al confine tra i due paesi. Secondo la polizia greca, la Macedonia ha aperto le frontiere tra la mezzanotte e le due una prima volta, e poi tra le sette e le nove di questa mattina. Skopje intende autorizzare quotidianamente l'ingresso ad un contingente equivalente al numero di persone che la Serbia è pronta ad accettare ogni giorno.

"L'Isis si infiltra"
Dalla Nato ieri però è arrivato un allarme. Nel flusso quotidiano di rifugiati verso l'Europa dicono dall'Alleanza atlantica attraverso il il generale Philip Breedlove, comandante in Europa, ci sono terroristi, criminali e foreign fighters.
L'Isis "si sta diffondendo come un cancro" in questo mix, "sfruttando il vantaggio di vie di minor resistenza, minacciando l'Europa e noi stessi". "La Russia e Assad - afferma ancora il generale - stanno usando la migrazione come un'arma per schiacciare le strutture di supporto europee e distruggere la risolutezza" dell'Unione.


Il numero dei migranti sbarcati in Europa nei primi due mesi dell'anno è aumentato di 30 volte rispetto allo stesso periodo del 2015, spiega il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri.

In tutto sono 131.724 quelli arrivati attraverso il Mediterraneo e secondo i dati dell'Unhcr, oltre il 90% di loro - 122.637 - sono sbarcati nella penisola ellenica.

In una telefonata al premier Alexis Tsipras il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha assicurato ieri il "fermo appoggio" della Commissione Ue e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al termine del suo incontro con Werner Faymann ha ribadito la necessità di "aiutare in modo particolare la Grecia.

Caustica invece la reazione di Vienna: "L'Austria non è la sala d'attesa per la Germania", ha detto il cancelliere austriaco difendendo la politica del giro di vite. "Chi è favorevole ai profughi, come i nostri vicini tedeschi - ha detto Faymann - può prenderli direttamente dai centri di smistamento".

Mentre l'Europa resta spaccata, Commissione e Consiglio Ue lavorano per creare le condizioni per mettere in pratica il piano d'azione Ue-Turchia, che fino ad ora non ha dato i risultati sperati.

Il vertice del 7 marzo con la Turchia
Il vertice di lunedì 7 marzo fra Ue e Turchia si avvicina e i flussi non calano. Ankara vorrebbe un meccanismo di reinsediamento, ma con questi numeri è difficile che lo ottenga. L'Europa deve convincere Ankara a fare di più per arginare il flusso dei rifugiati, in cambio degli aiuti di 3 miliardi di euro ricevuti.

In Turchia ci sono circa 2,5 milioni di rifugiati.

(Ansa, The Guardian)


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