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Migranti: l'Austria tira su i muri e la Germania integra

La paura a Vienna è di un Tirolo "sala d'attesa" e di un'Ungheria tendopoli. Mentre in Germania si vara la "legge per l'integrazione"

brennero

Redazione

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Vienna va avanti con la linea dura sui profughi, con due nuovi segnali a Roma e Budapest: annuncia la possibilità di chiudere completamente il Brennero e nello stesso giorno la costruzione di una nuova barriera, stavolta lungo il confine ungherese.

 

Due, secondo l'Austria, i pericoli da scongiurare: un Tirolo trasformato in "sala d'attesa", se il comportamento italiano non fosse abbastanza rigoroso sulla gestione dei migranti in arrivo dal Mediterraneo; e gli effetti di una tendopoli per rifugiati a Koermend, in Ungheria.

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Per il governo del cancelliere Faymann è stato il ministro della Difesa, Hans Peter Doskozil, ad affermare all'Apa: "Se l'Italia continuasse a far passare i profughi e non prendesse indietro i respinti, chiederemmo di poter controllare anche sul suo territorio". Il Tirolo, ha avvertito, non deve trasformarsi "in una sala d'attesa".

Il fronte Ungherese
Tanto più che nella serata di ieri è arrivato anche un altro annuncio: la preparazione anche nel Burgenland, ai confini con l'Ungheria, di una nuova barriera. Misure affrontate in vista dell'entrata in funzione di un campo profughi a Koermend.

La risposta dell'Italia
La risposta italiana, affidata al ministro degli Esteri Gentiloni, è stata immediata: la chiusura dei confini "sarebbe un brutto segnale per l'Europa. Vedremo di cosa si tratta", ha aggiunto il titolare della Farnesina. "Se si trattasse di muri sarebbe grave, perchè vorrebbe dire che si dimentica che i problemi vanno affrontati insieme e non certo, come ha ricordato il presidente della Repubblica, erigendo muri".

La "legge sull'integrazione" tedesca
Nelle stesse ore, a Berlino, si parla una lingua completamente diversa: il governo di Angela Merkel ha annunciato infatti il raggiungimento di un'intesa per la prima "legge sull'integrazione" del Paese. Un "passo storico", così viene presentato dai socialdemocratici, nella Repubblica federale, che nel 2015 è stata investita dall'esodo di 1,1 milioni di richiedenti asilo.

Ci sono nuove agevolazioni per entrare nel mercato del lavoro, e centomila cosiddetti Ein-Euro-Jobs, misure pubbliche per facilitare quest'integrazione. Merkel ha anche sottolineato che i richiedenti asilo hanno doveri da rispettare: i corsi di integrazione sono obbligatori, e l'accesso dei rifugiati sarà velocizzato. E ci saranno risposte forti per chi si macchia di reati. L'impegno del suo governo è "non solo registrare ma integrare", la sintesi.

Armonia necessaria: di fronte alla flessione registrata nei sondaggi di queste settimane dai grandi partiti nazionalpopolari, l'avanzata della destra populista di Afd puo' essere fermata soltanto se la politica si mostra ferma e coesa nell'affrontare i problemi e le ansie dei tedeschi

Nei confronti dei partner austriaci, però, la Germania tarda a prendere posizione. "Non si commentano misure di altri Stati", ha liquidato ieri la questione il portavoce di Merkel, Steffen Seibert.

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