La storia dei migranti è infinita e i Paesi coinvolti sembrano non trovare un accordo soddisfacente per tutti. Tra le iniziative sull’immigrazione presentate oggi al Consiglio dell'Unione europea da parte della Commissione Ue ci sono l’estensione fino a sei mesi dei controlli su alcune parti del confine per cinque Paesi dell'area Schengen, la rimozione dell'obbligo dei visti, seppur parziale, per i cittadini turchi e la riforma del sistema di asilo europeo. Con la clausula che se un Paese decide di non accettare la quota stabilita di persone da accogliere deve pagare 250 mila euro per ogni migrante respinto. Non solo, tra le questioni presentate a Bruxelles c'è stata anche quella del Brennero sollevata dall’Austria. Questione discussa anche alla Camera.

La durata dei controlli
Al Consiglio dell'Unione europea è arrivata la richiesta di permettere a 5 Paesi dell’area Schengen di estendere, fino a sei mesi, i controlli temporanei alle frontiere interne. Chiamate in causa sono Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia. L'iniziativa, presentata dal vicepresidente vicario della Commissione Ue Frans Timmermans e dal commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos, è legata a tutte le problematiche connesse alla Grecia e alla gestione delle sue frontiere esterne. Dove il Brennero, però, è rimasto escluso.

La Turchia e l'Europa
E mentre da Bruxelles arriva la proposta di concedere la rimozione parziale dell'obbligo di visti per i cittadini turchi che passano nel territorio di Schengen, su questo tema si è fatto sentire anche Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia che, ospite a Udine della manifestazione culturale Vicino / Lontano, che distante da Bruxelles ma in difesa dei diritti dei migranti ha sostenuto con forza: “Costruendo muri e barriere, vieni al Brennero, l’Europa sta cedendo all'egoismo e al cinismo. E la chiusura della rotta balcanica potrebbe rinfocolare il flusso di migrazione attraverso il Mediterraneo Centrale, la rotta più pericolosa del mondo, dato il che nel 2015 almeno 3.711 persone sono morte nel tentativo di attraversarlo". E riguardo alle quote per l'accoglienza dei richiedenti asilo, De Filippi si è detto contrario all’accordo Ue-Turchia sui migranti sostenendo che è “un segno di un’Europa cinica che bada più alla deterrenza che al rispetto dei diritti umani.

Il Brennero
Per stemperare i timori, si fa per dire, dell’Austria, ci ha pensato Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione e responsabile per Giustizia, affari interni e rispetto dei diritti fondamentali, dichiarando che ad oggi “non ci sono indicazioni che esista un problema di flusso di migranti da risolvere” tanto che paragonare il Brennero e alla rotta balcanica non è basato sui fatti ma “è basato sulle emozioni”, perché, ha aggiunto “non vedo elementi a questo stadio che possano giustificare la chiusura del confine tra Austria e Italia” Inoltre ha aggiunto: “I paesi dell'Unione Europea devono assumere la propria parte di responsabilità nell’accoglienza dei rifugiati. Non si può voltare le spalle al proprio vicino quando ha dei problemi”.

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Renzi e l'Austria
Duro anche il premier Renzi sul problema Brennero che, nel corso del Question time alla Camera, ha definito la questione come "puro esercizio di propaganda" da parte dell’Austria sostenendo che “gioca con la paura e quando si gioca con la paura si rischia di rinforzare chi è bravo ad agitare gli spettri del passato. Un botta e risposta tra maggioranza e opposizione che ha contato numerose contestazioni compresa quella del deputato del Carroccio Davide Molteni che ha replicato al presidente del Consiglio: “Avete trasformato l'Italia in un grande campo profughi e gli italiani in camerieri degli immigrati", ha attaccato il deputato del Carroccio Davide Molteni.

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