Centinaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà hanno raccontato di aver subito violenze, brutalità e trattamenti illegali da parte delle forze dell'ordine nei Paesi attraversati percorrendo la rotta balcanica in direzione dell'Europa centrale.

La denuncia viene dal rapporto Un "gioco" pericoloso, diffuso il 6 aprile, preparato dal Belgrade Centre for Human Rights (BCHR), dalla Macedonian Young Lawyers Association (MYLA) e da Oxfam.

Le testimonianze

Da 140 interviste, raccolte tra il 30 gennaio e il 17 febbraio in Serbia e Macedonia, ma relative a fatti avvenuti anche in Ungheria, Croazia e Bulgaria, emerge uno schema ricorrente e inquietante di abusi contro i migranti, inclusi i bambini, da parte di poliziotti, guardie di frontiera o altre autorità pubbliche.

Le vittime raccontano di essere state picchiate, derubate e trattate in modo disumano. Molti testimoniano di vere e proprie deportazioni e di funzionari che negano il diritto d'asilo a chi chiede protezione internazionale. La gran parte degli intervistati arriva dall'Afghanistan, altri da Pakistan, Siria, Iraq, Iran, Egitto e Libano. 

"Ci hanno messo in una gabbia senza cibo per tre giorni. Ci hanno picchiato violentemente e ci hanno fatto anche l'elettrochoc" racconta Isaaq, fuggito dall'Afghanistan, descrivendo il trattamento subito in Bulgaria.

"Abbiamo attraversato il confine con l'Ungheria, ma la polizia ci ha preso. Ci hanno costretti a spogliarci e a sederci nudi in mezzo alla neve, mentre ci versavano addosso acqua gelida", aggiunge Majeed, anche lui di origine afghana.

In Croazia, alcuni migranti testimoniano che la polizia di frontiera li ha picchiati con manganelli, li ha costretti a spogliarsi e li ha poi respinti oltre il confine con la Serbia. In Bulgaria, la polizia avrebbe derubato di tutto, perfino delle scarpe, un gruppo che cercava di passare, per poi rispedirlo oltre il confine.

"Si tratta di migliaia di persone che scappano da guerre e persecuzioni nei loro Paesi d'origine per finire in un altro inferno qui in Europa", afferma Riccardo Sansone, coordinatore umanitario di Oxfam Italia. "Le testimonianze che abbiamo raccolto denunciano disumanità anche da parte delle autorità di Stati membri dell'Unione Europea, con il solo obiettivo di impedire a queste persone di entrare nel proprio territorio".

Una violenza insensata che non produce nemmeno gli effetti per cui è concepita, secondo Nikolina Milić del Belgrade Centre for Human Rights: "Questi maltrattamenti inauditi, nonché illegali, non servono a fermare il flusso delle persone incerca di sicurezza e dignità in Europa. Quasi tutti ci hanno detto infatti di non avere nulla da perdere e che tenteranno ancora, per quanto pericoloso possa essere. Bisogna garantire a queste persone un accesso equo ed efficace alle procedure di richiesta di asilo, e le autorità devono indagare sulle denunce di abusi".

Migliaia di migranti respinti da un Paese all'altro

Ancora oggi oltre 1000 migranti, sui 7.800 bloccati in Serbia, non hanno un riparo e hanno passato un intero inverno al freddo, con temperature fino a -20° C. Qui, come in Macedonia, non vi è alcuna garanzia di poter accedere alle procedure di richiesta d’asilo; al contrario, le testimonianze parlano di frequenti casi di deportazioni collettive, illegali secondo il diritto internazionale.

Il rapporto dimostra inoltre come in tutta la regione le autorità costringano i migranti ad andare da un Paese all’altro, senza esaminare caso per caso le richieste come previsto dalla legge, senza fornire assistenza legale e senza alcuna possibilità di appello. "Un modus operandi che non solo è illegale, ma anche immorale", denuncia Oxfam.

Queste alcune delle storie che confermano le denunce in merito dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR):

- In Serbia, a un gruppo di migranti che aveva con sé un bambino di 2 anni era stato detto che sarebbe stato accompagnato in un centro di accoglienza profughi. La polizia li ha invece abbandonati in un bosco al confine con la Bulgaria, in piena notte, con temperature sotto lo zero. Sono sopravvissuti, ma quando li hanno trovati due di loro erano in stato di ipotermia e privi di coscienza.

- In un tribunale serbo alcuni migranti hanno espresso la volontà di richiedere asilo. La polizia che avrebbe dovuto accompagnarli in un centro di accoglienza, ha invece distrutto i documenti e li ha portati alla frontiera bulgara.

- In Ungheria un ragazzo siriano di 22 anni ha visto respinta la sua richiesta di asilo in un processo dove non aveva rappresentanza legale e senza possibilità di appello.

"Le responsabilità dell'Unione Europea"

"Le azioni illegali messe in atto da chi dovrebbe far rispettare la legge generano un clima di paura e incertezza tra migranti e rifugiati", ha aggiunto Sansone di Oxfam. "Molti finiscono col mettersi nelle mani dei trafficanti per proseguire il viaggio in Europa, esponendosi a ulteriori violenze. Questi comportamenti fuori legge sono già stati denunciati in passato, ma l'Unione Europea ha fatto molto poco per fermarli." 

"Al contrario, il Presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha lodato la gestione della crisi migratoria da parte degli stessi governi chiamati in causa dal rapporto diffuso oggi. Avallando queste politiche, l'UE di fatto appoggia i comportamenti violenti, mentre dovrebbe essere un punto di riferimento, un bastione per il rispetto e la difesa dei diritti umani. Un marchio di vergogna per i governi che ne sono responsabili e per l'intera Unione”.

Oxfam, BCHR e MYLA chiedono con urgenza ai governi di Serbia, Croazia, Ungheria, Bulgaria e Macedonia di cessare immediatamente ogni genere di violazione dei diritti delle persone e di perseguire quanti commettano crimini contro migranti e rifugiati. Si appellano inoltre all’UE perché siano rispettati i diritti umani e la legge internazionale lungo la rotta balcanica, riassumendo il ruolo di guida morale e legale che le compete.

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