Il menù degli orrori di una pizzeria "mafiosa"

I proprietari italiani di una panineria austriaca fanno macabro umorismo sulle vittime di Cosa nostra. E il marketing funziona

La riproduzione di un menù della pizzeria "Don Panino" a Vienna (Credits: Ansa/Web)

Andrea D'Addio

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«Si è guadagnato il titolo di più grande rivale della mafia. Purtroppo però è stato arrostito come una salsiccia». Con quest’osceno sense of humour una panineria viennese presenta il suo piatto forte: il Don Falcone, sandwich a base di carne alla piastra.

Nel menu ci sono anche il Don Buscetta, il Don Corleone e persino il Don Peppino (dedicato all’eroe antimafia Giuseppe Impastato, «il siciliano dalla bocca larga che fu cotto da una bomba come un pollo nel barbecue»). E così via, con un «don» che precede tanto i mafiosi quanto gli antimafiosi.

È la macabra trovata di marketing della panineria Don Panino di Marco e Julia Marchetta, che si trova in Seidengassen a Vienna. Per loro stessa ammissione, l’idea è venuta ai proprietari nel 2009, mentre si trovavano nel Sud Italia (Julia Marchetta risulta titolare della società San Gusto, in provincia di Brindisi). Ma non si tratta di un caso isolato. In Austria ci sono già due Pizzeria Mafiosi e una Pizzeria Camorra, che si reclamizza con la foto di tre «mangiaspaghetti» in gessato e Borsalino.  

Lo slogan? «Tempi duri per la concorrenza». A gestirla in questo caso nessun italiano, ma tali Robert Dürst e Yildiray Kahramanoglul. E se è vero che il «cappuccino mafioso» va alla grande in Germania e Austria, dove i luoghi comuni sono duri a morire, i saloni di parrucchieri HaarMafia hanno tre sedi tra Vienna e dintorni.

Alla tendenza di edulcorare la mafia per fini di marketing si è opposto un gruppo di italiani residenti a Vienna. Usando la piattaforma online Causes.com, hanno raccolto quasi 200 firme per sollecitare le autorità locali (ambasciata italiana compresa) a fare passi ufficiali. Annotazione sconfortante: le recensioni online dei locali sono ottime.

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