L’UE riapre a Cuba e pensa a nuovi rapporti con l’America Latina

L’Alto rappresentante UE Federica Mogherini torna da L’Avana con un’intesa di massima su futuri scambi economici. Ecco cosa aspettarsi dal disgelo

Vita quotidiana a Cuba

L'Avana, Cuba, 25 gennaio 2014. Un gruppo di bambini gioca su dei tubi idraulici in una domenica pomeriggio. – Credits: Chip Somodevilla/Getty Images

di Mariana Diaz Vasquez per Lookout news

I nuovi orizzonti di Cuba si profilano verso l’Europa. Dopo lo storico incontro avvenuto alla fine dello scorso anno tra Raul Castro e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, i quali hanno annunciato insieme il disgelo dei rapporti diplomatici, ora è arrivato il turno dell’Unione Europea. Dopo un anno di conversazioni, per la prima volta è sbarcato nell’isola un Alto rappresentante per gli affari esteri dell’UE. Il capo della diplomazia dell’Unione, Federica Mogherini, ha incontrato il 24 marzo Raul Castro con l’intenzione ribadendo l’interesse dell’Europa per il rafforzamento dei rapporti politici e commerciali con L’Avana.

 La visita al leader cubano rappresenta per l’UE il sigillo di un percorso diplomatico cominciato con incontri di alto livello con i singoli Paesi dell’America Latina, subcontinente di 20 Stati che potenzialmente rappresenta un terreno fertile per l’economia europea.

 Durante il colloqui a L’Avana, Castro e Mogherini hanno posto le basi per la cooperazione in settori come l’agricoltura, le energie rinnovabili e il turismo. Si tratta, di fatto, dei primi spiragli delle aperture castriste nei confronti dell’Europa. Anche il capitolo dei diritti umani è stato oggetto dei colloqui ma alle domande specifiche dei giornalisti sull’argomenti, la Mogherini si è mostrata piuttosto vaga. “Non è la prima volta che ne parliamo – scrive il quotidiano spagnolo El País citando una sua risposta -. Tutti i diritti umani devono essere rispettati: a Cuba e nell’Unione Europea. Anche noi abbiamo delle sfide da affrontare”.

 Le parole della Mogherini dimostrano pertanto che la questione dei diritti umani resta ancora aperta. Per L’Avana i limiti imposti all’informazione e alla libertà di pensiero e il controllo sistematico sulla vita dei cittadini sono risposte alla necessità di salvaguardare la sicurezza nazionale dell’isola. L’epocale passo avanti comunque c’è stato. I leader della revolución castrista hanno capito che per sopravvivere in un mondo multipolare in cui la dicotomia USA-URSS è venuta meno (almeno formalmente), è indispensabile avviare dei rapporti con gli altri attori dello scenario internazionale. La porta della cooperazione è stata aperta e chissà se la diplomazia europea riuscirà anche a bussare alla porta delle libertà. Non si sa mai, forse dopo questa apertura economica potrebbe arrivare quella politica.

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